Epatite C in gravidanza: i sintomi e le cure

L'epatite C è un'infezione virale a carico del fegato che può insorgere in gravidanza, o che la madre può aver contratto prima di restare incinta. Vediamo come intervenire


L'epatite C è una malattia del fegato che si contrae attraverso il contatto con sangue infetto. A provocare questa infezione è un virus definito C - HCV - per distinguerlo dai germi che causano l'epatite A e B. Secondo le stime più recenti questa patologia epatica è estremamente diffusa, tanto da colpire circa il 3% della popolazione mondiale in modo del tutto asintomatico.

Infatti il virus C rimane in latenza per tanti anni all'interno delle cellule epatiche, producendo danni evidenti solo dopo decenni di trascuratezza. A tutt'oggi l'epatite C è considerata infatti una delle principali cause di malattie distruttive del fegato come la cirrosi epatica e il cancro.

Tuttavia, se individuata in tempo, si può tenere sotto controllo e curare con gli opportuni farmaci antivirali. Durante la gravidanza, però, le terapie non possono essere seguite, perché i farmaci sono nocivi per il feto, tuttavia, anche una donna che abbia già un'epatite C, può tranquillamente portare avanti la sua gravidanza senza incorrere in particolari rischi per la salute del bebè o per la propria, e senza che si manifestino maggiori probabilità di un parto prematuro.

Esiste un pericolo di contagio per il feto nella percentuale del 5-6%, ma solo durante il parto. Detto questo, i medici raramente consigliano un cesareo programmato solo per una diagnosi di epatite C. L'infezione si può contrarre anche durante la dolce attesa, per questo è necessario che la donna incinta, per tutti i nove mesi della gravidanza, effettui anche i controlli per la funzionalità epatica, e in particolare deve sottoporsi al test anti HCV.

Se questo risultasse positivo, si dovrà indagare l'eventuale presenza del virus nel sangue materno attraverso un altro test: HCV-RNA. La futura madre con l'epatite C dovrà necessariamente rivolgersi ad un infettivologo che, in collaborazione con il suo ginecologo, seguirà il decorso della gravidanza. In linea di massima, però, non esiste alcuna incompatibilità e la mamma con questa forma di epatite non dovrà seguire alcuna profilasi particolare neppure dopo la nascita del bebè, che potrà allattare al seno.

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