Allergie alimentari nei bambini: uno su 3 è vittima di bullismo

Allergie alimentari nei bambini: un bimbo su 3 è vittima di bullismo, e spesso i genitori sono a conoscenza della situazione

Le allergie alimentari sono un problema che sta colpendo un numero sempre maggiore di bambini. I piccoli che ne soffrono di ritrovano spesso a dover evitare determinati alimenti, per sfuggire a delle conseguenze talvolta estremamente gravi. Riuscire a rispettare delle regole alimentari rigide è molto difficile in età adulta, e può essere anche più complesso durante l’infanzia. Ad aggravare ancor di più la situazione sembrano essere adesso i compagni di scuola, e più esattamente i bulli.

Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Pediatric Psychology dai ricercatori della Washington University rivela infatti che circa un terzo dei bambini allergici ad alcuni cibi ha subito degli atti di bullismo. Nella maggior parte dei casi si tratta di violenza verbale, ma non mancano casi di bullismo ancor più gravi, che possono persino provocare conseguenze serie per la salute del bambino sia a breve che a lungo termine.

Lo studio è stato condotto su un campione di 121 bambini e ragazzi di età compresa fra i 9 e i 15 anni che avevano una diagnosi di allergia a certi alimenti.

Allergie alimentari nei bambini e bullismo: un problema anche per l’Italia

Purtroppo il fenomeno del bullismo nei confronti dei bambini con allergie alimentari si sta diffondendo anche in Italia. Sembra infatti che, esattamente come avviene negli Stati Uniti e in altri Paesi del mondo, anche nel nostro Paese i bambini allergici siano spesso presi di mira dai bulletti della scuola.

In questi ultimi anni, in parallelo all’incremento delle allergie alimentari, i bulli hanno ben pensato di adeguarsi ai tempi, indirizzando le loro violenze anche ai ragazzi con patologie allergiche, e non solo alimentari,

ha spiegato il dottor Gianenrico Senna, presidente della Siaaic (Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica).

Fra i più frequenti atti di violenza registrati dallo studio statunitense si segnalano:

Ciò che preoccupa non è solamente la portata del problema, ma anche il fatto che in molti casi i genitori delle vittime non siano a conoscenza della situazione.

via | Ansa

Foto da Pixabay