Bolle di sapone e palline anti-stress: un gioco su 5 contiene muffe e batteri

Bolle di sapone e palline antistress sono davvero sicuri per i bambini? Scopri cosa è emerso da un’analisi dell’Istituto Superiore di Sanità

Muffe, batteri, lieviti e altre sostanze che di certo non vorremmo trovare nei giochi per bambini. Eppure bolle di sapone, colori a dita, palline anti-stress e altri giocattoli contenenti liquidi, che spesso acquistiamo per i nostri figli, potrebbero contenere proprio queste sostanze. Lo ha recentemente rivelato l’Istituto Superiore di Sanità. Gli esperti hanno infatti condotto un’analisi molto ampia su un campione di 256 giocattoli contenenti liquidi o gel venduti in Italia.

Ebbene, di questi 256 giochi, ben il 19% non è risultato conforme alle norme igienico-sanitarie previste in base alle attuali linee guida europee. Ma quali sostanze inaspettate si trovano all’interno di questi giochi? Perlopiù batteri e muffe, ma non solo.

L’Iss fa sapere che 48 dei giochi analizzati presentavano tracce di:

  • Batteri mesofili aerobi (16,4%)
  • Muffe e lieviti (3,9%)
  • Pseudomonas aeruginosa (3,5%), ovvero un batterio che colpisce soprattutto le persone con difese immunitarie basse.

Bolle di sapone e palline anti-stress sono davvero sicure?

Il Dipartimento di Ambiente e Salute dell’Iss spiega che alla base di simili contaminazioni vi è, generalmente, una negligenza che riguarda il processo di produzione. Anche l’uso improprio di materie prime, degli imballaggi sigillati male, metodi di conservazione errati, conservanti non sufficientemente efficaci e naturalmente atti di contraffazione sono fra le cause di questo preoccupante fenomeno.

Il liquido microbiologicamente contaminato contenuto nei giocattoli, qualora ingerito, inalato o entrato in contatto con la pelle o con le mucose, può essere causa dell’insorgenza di infezioni e malattie,

spiegano gli esperti, aggiungendo però che i rischi riguardano soprattutto chi fa un uso improprio di questi giocattoli.

Dal momento che palline, pitture e bolle di sapone sono destinati ai bambini, il rischio che questi ultimi possano farne un uso scorretto è tuttavia davvero concreto, per cui non va assolutamente sottovalutato.

C’è però una buona notizia. L’Iss fa infatti sapere che, rispetto al decennio precedente, nei 5 anni in cui è stata condotta la nuova analisi (ovvero dal 2016 al 2020) il numero di prodotti non a norma si è notevolmente ridotto. In generale sembra si sia registrata una maggiore cura nei processi di produzione. Va però sottolineato che negli ultimi anni i valori limite dei parametri microbiologici sarebbero meno “restrittivi” rispetto al passato.

via | Ansa
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