Cambiamenti climatici: il futuro dei bambini nati oggi fra disastri naturali e siccità

Il futuro dei bambini nati oggi, fra cambiamenti climatici, disastri naturali, incendi, ondate di caldo, siccità e inondazioni spiegato dalla scienza

I cambiamenti climatici continuano a suscitare paura. All’indomani del discorso di Greta Thunberg, che in occasione della prima giornata di Youth4Climate, a Milano, ha accusato i politici di saper solo parlare e fare “bla bla bla”, senza però agire mai in modo concreto, vogliamo dare oggi uno sguardo a un recente studio sui cambiamenti climatici, sul riscaldamento globale e sui disastri naturali che i nostri figli dovranno affrontare nei prossimi anni.

Le nuove generazioni cresceranno infatti in un mondo molto diverso rispetto a quello che ci ha accolti in questi anni, un mondo incredibilmente differente rispetto a quello in cui hanno vissuto i loro nonni. Già oggi, nel 2021, ci sorprendiamo di fronte all’innalzamento delle temperature, di fronte alle inondazioni, agli uragani e agli incendi che devastano interi Paesi.

E il quadro è destinato solo a peggiorare, soprattutto se l’umanità – l’intera l’umanità – non farà qualcosa di concreto per porre rimedio.

Cambiamenti climatici: il futuro dei bambini nati nel 2020

© Pixabay

Il nuovo studio pubblicato sulla rivista Science rivela infatti che, rispetto ai bambini nati nel 1960, quelli nati dopo il 2010 sperimenteranno in media quattro volte più eventi climatici estremi nel corso della loro vita.

Se non manterremo fede all’obiettivo di contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi (una soglia spaventosamente vicina), e se questo salirà ai 3 gradi pronosticati, entro poche decine di anni un bambino medio di 6 anni sperimenterà durante la sua vita il doppio degli incendi e dei cicloni, il triplo delle inondazioni, il quadruplo dei raccolti falliti e della siccità, e addirittura 36 volte più ondate di calore rispetto a quelle sperimentate dai nonni.

Tutto ciò, senza che i bambini ne abbiano alcuna colpa o responsabilità. La situazione sarà anche peggiore per i bambini che vivono nelle zone più povere del mondo, dove gli eventi climatici saranno più gravi e frequenti.

Uno spiraglio di speranza però esiste. Gli scienziati sottolineano che limitando il riscaldamento a 1,5 gradi, il rischio per il futuro dei bambini potrebbe essere ridotto. In caso contrario quello che lasceremo alle nuove generazioni sarà un mondo invivibile.

via | ScienceAlert