Come aiutare un figlio con bassa autostima

Come aiutare un figlio con bassa autostima? Scopri quali sono i consigli per rendere i tuoi figli più sicuri di sé giorno dopo giorno

Come aiutare un figlio con bassa autostima? Come molti genitori sapranno, l’autostima rappresenta un elemento fondamentale per il benessere di grandi e bambini. Avere una buona autostima ci aiuta a sentirci a nostro agio con noi stessi e con chi ci circonda, ci porta ad avere fiducia nelle nostre capacità, ci spinge a pensare che andiamo benissimo così come siamo.

Certo, possiamo sempre migliorare, possiamo diventare “la versione migliore di noi stessi”, ma non abbiamo nulla da invidiare alle altre persone.

Una bassa autostima, al contrario, può portare ad assumere un atteggiamento ipercritico nei confronti di se stessi. Può impedire di mettersi alla prova, può far sentire inferiori rispetto alle altre persone.

A che serve tentare, se tanto non sono all’altezza e non merito di meglio? A che serve socializzare se tanto già so che nessuno mi accetterà?” È con questi pensieri in mente che tanti adulti e bambini finiscono per accontentarsi di una realtà mediocre che non rende davvero felici.

Fortunatamente è possibile evitare tutto questo. Se pensate che i vostri figli non abbiano abbastanza autostima, potreste fornire loro un aiuto concreto per cambiare la situazione. Una buona autostima inizia a formarsi già dalla prima infanzia. Un bambino che si sente amato, accettato e al sicuro all’interno della propria famiglia, avrà maggiori probabilità di sentirsi bene con se stesso.

3 consigli per aiutare un figlio con bassa autostima

I genitori possono dunque fare molto per aumentare l’autostima dei loro figli. Vediamo quali sono le strategie più efficaci da mettere in pratica sin dai primi anni.

  1. Insegnare al bambino sempre cose nuove e spronarlo ad acquisire nuove competenze. Inizialmente potrebbe trattarsi di azioni “semplici” (dal punto di vista di un adulto) come mangiare da solo, vestirsi da solo, andare in bagno da solo e così via. Man mano che il bambino crescerà, imparerà ad andare in bicicletta, apprenderà nuovi hobby e sport e così via.
  2. Occhio alle critiche: alcuni genitori tendono a criticare i bambini quando si comportano male o quando non fanno ciò che mamma e papà si aspettano. Se il piccolo non mette in ordine la stanza, potreste etichettarlo come “pigro”. Se non completa i compiti di scuola, potreste dirgli che è “stupido” o “inaffidabile“. Queste parole, apparentemente innocue, a lungo andare lasciano dei segni indelebili. Provate a pensarci. I vostri genitori vi etichettavano in qualche modo quando eravate bambini? E se si, vi capita mai di sentire quella vocina dentro di voi che dice che “in fondo avevano ragione”? Tutto ciò genera insicurezza, e il compito di un buon genitore è quello di rendere sicuri i propri bambini, quindi evitiamo di commettere questo errore.
  3. Siate un buon modello da seguire: crescere con un genitore che si auto-svaluta continuamente (per l’aspetto fisico, per le sue relazioni interpersonali, per il suo carattere e così via) porterà il bambino a credere che sia giusto comportarsi in questo modo. I bambini, soprattutto quelli più piccoli, ci considerano dei modelli da seguire. Facciamo in modo di essere dei buoni modelli!

 

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