Covid, i bambini si infettano meno a scuola che in famiglia

Covid: i bambini si infettano di più a casa che a scuola. Scopri cosa spiegano gli autori di una nuova ricerca

Il rischio di contagio da Covid 19 per i bambini è più alto in famiglia piuttosto che a scuola. La scoperta arriva dagli autori di uno studio condotto presso l’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, i quali hanno constatato che nelle aule scolastiche il rischio di infettarsi è minore rispetto a quello che si registra nelle case dei piccoli studenti.

Non a caso, le stime confermano come l’inizio della scuola non abbia provocato un’impennata del numero dei contagi giornalieri in Italia, perlomeno fino a questo momento.

Per il loro lavoro, gli autori hanno esaminato i dati di circa 3000 bambini. Dallo studio dei dati sono giunti alla conclusione che dopo una sospetta esposizione a un soggetto malato, l’infezione viene contratta dai bambini più raramente a scuola che a casa.

Covid, meno contagi a scuola che a casa per i bambini

Una volta contagiati, i bambini sono però in grado di diffondere l’infezione ai loro familiari.

Indipendentemente dalla loro età, sia i bambini della materna che quelli delle elementari o i ragazzi delle superiori riescono a contagiare circa il 30% dei loro familiari,

spiegano gli autori della ricerca, pubblicata nei giorni scorsi sulle pagine dell’Italian Journal of Pediatrics.

Le ragioni di un simile fenomeno sono semplici da intuire. A scuola l’ambiente è più controllato rispetto a ciò che avviene nelle case. Insegnanti e dirigenti mettono in atto con maggiore cura le regole di sicurezza. Nonostante siamo ormai tutti consapevoli che proprio i bambini potrebbero favorire la diffusione del virus, molte persone non mettono in pratica le stesse regole di prevenzione anche in casa.

Come sottolineano gli autori della ricerca, questa informazione è tuttavia molto importante. Proprio i bambini potrebbero infatti diventare – loro malgrado – un mezzo di contagio per i familiari, mettendo a rischio coloro che non hanno ancora ricevuto il vaccino.

via | AdnKronos

Foto da Pixabay