Fame nervosa nei bambini: rimedi e cause da conoscere

Fame nervosa nei bambini: scopri quali sono le possibili cause e come affrontare il problema

Fame nervosa nei bambini: quanto è frequente questo problema? E come fare a riconoscerne le cause? Spesso i nostri bambini chiedono cibo anche mezz’ora o un’ora dopo aver pranzato. Vengono da noi, con l’aria annoiata e alquanto affranta, e con quei loro occhioni sconsolati annunciano “Mamma ho fameeee, posso mangiare qualcosa?”. Sappiamo bene che non possono avere fame. Insomma, hanno appena finito di pranzare, ma allora quale sarà il motivo di questa loro richiesta?

Spesso i bambini mangiano per noia, per stress o per rabbia. Proprio come noi adulti, anche i piccoli di casa possono sfogare le loro emozioni attraverso il cibo, innescando un circolo vizioso che, a lungo andare, non farà che danneggiare la salute del bambino.

Tocca a noi, come genitori, il compito di insegnare ai bambini a gestire le emozioni in modo più salutare, senza rifugiarsi dentro a un pacchetto di caramelle o di patatine.

Se tuo figlio mangia in modo eccessivo e se manifesta quello che potrebbe sembrare un problema di “fame nervosa”, sarà importante parlarne con il pediatra, oltre che con il bambino. Ciò che più conta, in questo momento, è riuscire a identificare i problemi alla base di questo comportamento, i sentimenti inespressi che il piccolo cerca di scacciare attraverso il cibo.

Fame nervosa nei bambini: le possibili cause

Spesso alla base di questo comportamento vi sono emozioni come:

  • Ansia
  • Noia
  • Paura
  • Stress eccessivo
  • Bisogno di ricevere attenzione
  • Tristezza
  • Nervosismo
  • Depressione.

Se pensi che tuo figlio mangi troppo, e che lo faccia per cause che nulla hanno a che vedere con la fame, cerca di comprendere quale possa essere il sentimento che innesca un simile comportamento. Inoltre, ricorda che dovrai essere tu, con il tuo buon esempio, a fornire delle giuste linee guida alimentari per i tuoi figli, quindi evita di rifugiarti a tua volta nel cibo. Se il problema dovesse persistere, parlane con il pediatra e – se necessario – consulta anche un terapista specializzato in disturbi dell’alimentazione nei bambini.