Cos’è il Manifesto della nuova educazione?

Il Manifesto della nuova educazione, scopriamo insieme di che cosa si tratta e perché è nato e a opera di chi.

Educare non è facile. Non è semplice oggi essere genitori, come non lo è essere insegnanti o educatori di ragazzi che però hanno bisogno di una guida e di certezze che spesso non riusciamo a dare loro. Il Manifesto della nuova educazione, nato in seguito a una tavola rotonda dedicata all’universo educativo, dal titolo La seconda opportunità – Il coraggio di Educare, Educare al coraggio.

Il doppio appuntamento, organizzato da Pepita, cooperativa sociale con esperienza ventennale nel settore, ha coinvolto istituzioni, famiglie, ragazzi ed educatori, ma anche giornalisti e influencer, per confrontarsi sui temi della scuola, dell’educazione e dei giovani. Da qui è nato uno strumento che verrà distribuito alle agenzie educative sul territorio lombardo, per ripensare la scuola e ogni spazio di aggregazione giovanile.

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Manifesto della nuova educazione, i capisaldi

Quali sono i capisaldi del Manifesto della nuova educazione? Scopriamo insieme un’opportunità unica per costruire un modo nuovo per stare vicino ai ragazzi, per prenderci cura di loro e per ascoltarli e comprenderli, aiutandoli così a crescere.

  • Coraggio di educare. L’educazione deve fare in modo che il coraggio di stare nell’incertezza diventi uno spazio per capire chi siamo e chi vorremmo essere.
  • Etica della relazione. Dimostrare di avere interesse per l’altro come co-costruttore della nostra persona e della nostra comunità.
  • Villaggio dell’educazione. Per educare i ragazzi ci vuole l’azione dell’intera comunità, con un lavoro di rete. Essere pronti a prenderci cura. La prevenzione è spazio di cura.
  • Azione nella non-azione. Dobbiamo darci il tempo per ascoltare, per pensare, per porci degli interrogativi e per confrontarci con gli altri.
  • Accessibilità dei servizi educativi. Servizi più accessibili equivalgono a una migliore cura educativa.
  • Umanesimo digitale. La tecnologia non sostituisce l’educatore, ma diventa di supporto.
  • Genitorialità orizzontale. I genitori devono essere autorevoli e non autoritari, responsabili e non colpevoli, presenti e non invadenti.

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Foto di Prawny da Pixabay

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