La storia sui diritti dei bambini da raccontare ai piccoli di casa

In vista del 20 novembre perché non leggere ai piccoli la storia sui diritti dei bambini? Un racconto breve ma di facile comprensione per i bimbi.

Il 20 novembre ricorre la Giornata Mondiale dei Diritti dei bambini. Questi ultimi non sono mai troppo piccoli per iniziare a familiarizzare con tale fondamentale concetto. Per questo, abbiamo deciso di condividere con voi una storia sui diritti dei bambini perfetta per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria. Perché non leggerla insieme ai vostri bimbi e cogliere l’occasione per ragionarne con loro?

La storia sui diritti dei bambini da raccontare ai piccoli di casa

Storia sui diritti dei bambini, “Il bambino gigante”

Un giorno un ragazzo molto grande in cerca dei suoi genitori arrivò in una città che gli sembrava speciale. Tutte le persone, qui, erano molto piccole. Il ragazzo era molto affamato e gli dettero da mangiare. Non avendo trovato qui i suoi genitori, il ragazzo ringraziò chi gli aveva dato del cibo e stava per ripartire per continuare a cercare la sua mamma ed il suo papà, quando gli dissero che quello che aveva mangiato costava molto, e che avrebbe dovuto pagarlo. Ma i soldi che aveva con sé non avevano valore in quella città.

Quindi, gli dissero che avrebbe dovuto lavorare per pagarsi il cibo. Lui rispose che non sapeva lavorare perché era solo un ragazzino. Gli risposero che era troppo grande per essere un bambino e che poteva lavorare meglio di chiunque altro perché era un gigante. Così, obbediente, andò a lavorare. Lavorando sodo, ebbe di nuovo fame, quindi mangiò nuovamente e, visto che si era molto stancato, restò lì a dormire. Il giorno seguente dovette lavorare nuovamente per pagarsi vitto e alloggio. Ogni giorno lavorava di più, ogni giorno diventava più affamato e ogni giorno doveva pagare di più per il cibo e il letto. E ogni giorno era più stanco perché era solo un bambino.

Gli abitanti di quella città erano felicissimi. Dato che quel grande ragazzo faceva tutto il lavoro, avevano meno da fare ogni giorno. I bambini, invece, erano molto preoccupati: il gigante diventava ogni giorno più magro e triste. Tutti gli portavano da casa le loro merende e gli avanzi di cibo, ma lui non si saziava. E, nonostante gli raccontassero storie meravigliose, la tristezza non lo abbandonava. Così i bambini decisero di lavorare al suo posto in modo che lui potesse partire.

Ma, essendo anche loro solo dei bambini, quella fatica li sfiniva e impediva loro di avere del tempo per giocare, andare al cinema o studiare. I genitori iniziarono a notare che i loro figli erano stanchi e deboli. Quando scoprirono cosa stava succedendo,  decisero che il gigante doveva essere punito per aver lasciato fare il lavoro ai bambini. Fu in questo momento che videro arrivare i genitori del bambino gigante, che stavano girando il mondo alla ricerca del figlio. Capirono di aver sbagliato, il gigante era davvero un bambino. Finalmente il ragazzino si ricongiunse con i suoi genitori e tutti gli abitanti adulti dovettero tornare ai loro doveri. Impararono, così, che non avrebbero mai più dovuto costringere un bambino a lavorare, nemmeno un bambino gigante.

(Da “I diritti del fanciullo” via Guiainfantil)
Foto di Gerd Altmann da Pixabay e di Gerd Altmann da Pixabay