In vacanza con i neonati: attenzione ai rischi del jet lag

Un lungo viaggio porta con sé un problema complesso da gestire con i bambini: si chiama jet lag e può scombussolare i giorni e le notti.

Partire per un lungo viaggio magari con tante ore di fuso orario con i bambini è sempre una preoccupazione per i genitori che temono notti insonni in vacanza e poi anche a casa. In realtà i piccoli possono gestire tranquillamente il jet lag: si adattano alle nuove situazioni. Certo, ci vuole un po’ di pazienza e pensare che la situazione nuova e transitoria sia subito congeniale è un errore.

jet lag bambino

Come aiutare quindi i bambini a superare questo problema? Prima di tutto cercate di modificare un pochino il ritmo sonno veglia prima di partire, magari posticipando o anticipando l’orario della nanna. Questa pratica deve iniziare almeno un paio di settimane prima: cinque minuti tutti i giorni più o in meno.

Cercate di prenotare la partenza facendo attenzione anche all’orario del volo: la cosa migliore è viaggiare, se possibile, di notte, perché probabilmente dormiranno un po’ di più. Il fuso orario si combatte con tre cose: la luce, che aiuta il piccolo moltissimo (anche i neonati imparano che buio uguale nanna nelle prime settimane di vita), acqua (il bagnetto stanca e rilassa la muscolatura) e la collaborazione dei nonni. Chris Idzikowski, direttore di Sleep Assessment and Advisory Service, ha poi dato questa importante indicazione, per scegliere la meta:

Perché gli effetti del fuso orario scompaiano completamente, occorre un giorno per ogni fuso orario attraversato viaggiando verso ovest, mentre ne servono uno e mezzo per ogni fuso orario attraversato viaggiando verso est.

Via | Repubblica

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