Quando arrivano nell’età dell’adolescenza, e le mamme e i papà lo sanno bene, i figli cambiano carattere, diventando improvvisamente più chiusi e ostinati, ribelli, poco inclini al dialogo, talvolta aggressivi e polemici. Pubertà e adolescenza sono momenti delicati nella vita di ciascuno essere umano, perché l’abbandono della dorata età infantile comporta una serie di trasformazioni psicofisiche tanto rapide e tumultuose quanto difficili da gestire.

Il ragazzo abbandona gli atteggiamenti che aveva da bambino per assumerne altri più congrui con il suo nuovo mondo interiore in espansione, e con la sua personalità che matura e si determina come “separata” da quella dei genitori.

Sono passaggi naturali, e in parte anche la tipica ribellione adolescenziale si situa in questo processo di crescita. Da oggi, però, mamme e papà alle prese con i loro figli teenager e con le continue sfide che questa relazione comporta avranno una spiegazione scientifica in più circa i cambiamenti caratteriali apparentemente incomprensibili dei loro figli. Da uno studio condotto dai ricercatori delle Università di Harvard, Pittsburgh e Berkley su 3a adolescenti, emerge che il cervello dei teenager ha delle reazioni diverse da quello dei bambini e da quello degli adulti.

I particolare quando i genitori, o gli adulti in generale, muovono loro delle critiche o chiedono di fare qualcosa che i ragazzi non hanno nessuna voglia di fare, le aree cerebrali legate alla capacità di ascolto e all’empatia si “spengono”, e si attivano quelle dedicate alle emozioni negative.

Per tale ragione sembra che tutti gli adolescenti, anche nei casi migliori, ad un certo punto smettano di ascoltare mamme e papà come se le loro parole fossero il ronzio molesto di una mosca. Conosciamo bene gli atteggiamenti che mettono in atto in questi casi: cuffie alle orecchie per isolarsi dal mondo e mandare il chiaro messaggio: “Tanto non ti ascolto”, andarsene di punto in bianco piantando a metà una conversazione diventata sgradevole, mimica facciale che ostenta noia, insofferenza e fastidio, mani sulle orecchie e via discorrendo.

Ma qual è la ragione biologica per cui i nostri figli adolescenti si comportano in modo così chiuso alle critiche? Secondo gli esperti si tratta solo di una fase passeggera di incomunicabilità. I ragazzi non riescono a comprendere le ragioni delle critiche dei genitori e non le accettano perché innescano in loro sentimenti negativi di frustrazione. Il consiglio è quello di provare a dialogare con loro usando nuove modalità comunicative basate sul rinforzo positivo anziché sulle critiche, e soprattutto, (più di tutto): aspettare qualche anno…

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