Quanto dura la fase dilatante del parto

La seconda fase del parto, quella che precede l’espulsione, è la fase dilatante. Quanto dura e che cosa succede?

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La fase dilatante è la seconda fase del parto, quella che precede l’espulsione del bambino. È un momento fondamentale, in cui la donna ha bisogno di essere accudita, confortata e sostenuta. Ha bisogno quindi di avere accanto una persona di cui si fida: potrebbe essere il partner, se se la sente ma anche un’amica o semplicemente l’ostetrica. Quanto dura?

Non c’è una regola. Ci sono donne che in due ore partoriscono e donne che invece affrontano le doglie per un’intera giornata. Sicuramente il secondo parto è più facile e i tessuti più allenati. È come se il corpo della donna avesse una sorta di memoria del parto. Che cosa succede in questa fase?

Ci troviamo nel pieno del travaglio e grazie alle contrazioni, la cervice si dilata, affinché il piccolo sia in grado di passare. Il collo dell’utero, che già dovrebbe essersi accorciato, diventerà completamente piano. La dilatazione ideale per la nascita è di 10 cm di diametro. Durante il travaglio il ginecologo o l’ostetrica verificheranno a che punto siete in base ai cm: utero e vagina si stanno preparando a trasformarsi nel canale del parto.

Considerate che le contrazioni sono abbastanza sopportabili durante la prima fase della dilatazione che arriva a circa 6 cm, la seconda fase è quella che porta al completamento della dilatazione e di conseguenza all’espulsione. Per alcune donne coincide con la rottura del sacco e le contrazioni diventano più forti e ravvicinate. In questa fase le donne possono scegliere di fare l’epidurale, per rendere più sopportabile il dolore.

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