Travaglio o parto in acqua, come orientarsi?

Siete attirati dal parto in acqua ma non sapete se è la scelta più adatta a voi. Non è necessario partire in vasca, si può decidere anche di fare il travaglio e poi uscire per l’espulsione.

Il parto in acqua non è adatto a tutte le donne e non solo perché bisogna arrivare al termine della gestazione in una condizione completamente fisiologica, quindi senza complicanze dietro l’angolo, ma anche perché l’acqua non è per tutte una dimensione ottimale. Le indicazioni per favorire il parto naturale oggi ci consigliano di fare in modo che la mamma si senza libera di assumere la posizione preferita, di camminare, di stare in piedi e di avere con sé una persona che la faccia stare serena.

Ecco quindi che non è detto che il parto in acqua sia per tutte la cosa migliore, anche se è un trend in aumento. Per scegliere l’acqua ci deve essere una forte motivazione (anche perché una volta dentro la vasca bisogna fare in modo che il bambino veda la luce) e poi ci si deve sentire a proprio agio. Altro è il travaglio. Purtroppo prima dell’espulsione c’è una fase che può essere molto lunga e anche un po’ estenuante.

Se non desiderate fare l’epidurale o non potete, perché magari l’ospedale non la fornisce o ci sono degli impedimenti fisici, il travaglio in acqua può togliere un po’ il dolore e velocizzare il percorso. Infatti, rende la dilatazione del collo dell’utero più veloce e riduce la tensione del pavimento pelvico con effetto emolliente sui tessuti. Non è necessario entrare in una vasca, anche solo la doccia è già un valido aiuto. Se vi sentite bene e volete stare a casa a travagliare fino all’ultimo, come suggeriscono le ostetriche, la doccia di casa potrebbe essere la vostra migliore amica.

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