Denti inclusi nei bambini: cosa fare?

Cosa succede se un dente rimane "intrappolato" nelle gengive? Ecco come procedere in presenza di denti inclusi nei bambini

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Si definiscono inclusi quei denti che non compaiono nell'arcata dentale entro i tempi fisiologici stabiliti, pur essendo caratterizzati da una radice dentale già formata. Può accadere, così, che siano rimasti coperti dalla gengiva o dall'osso, in maniera parziale o totale. E' chiaro che nei bambini la perdita dei denti da latte dovrebbe avvenire in un tempo ragionevole, ovvero tra i 6  e gli 8 anni di età. Trascorso questo periodo sarà bene portare il bambino dal dentista e decidere, insieme a lui, sul da farsi.

La presenza di un dente incluso è facilmente riscontrabile a seguito di una radiografia panoramica che permette di verificare il corretto sviluppo dei denti. Una volta appurata la presenza di un dente incluso, questo dovrà essere sottoposto ad un trattamento adeguato. Non prima, però, di averne verificato non solo la forma, ma anche gli eventuali fattori che ne hanno provocato l'inclusione, come ad esempio la presenza o meno di cisti o deformazioni.

Nei bambini può accadere che i denti permanenti non riescano ad erompere a causa del fatto che quelli da latte non siano emersi al momento opportuno a causa del poco spazio disponibile. Succede così che inizino a crescere al di sotto della gengiva. Quando un dente è incluso, in base al caso specifico, si può lasciarlo in posizione, se non provoca dolore o disagio, estrarlo, oppure intervenire chirurgicamente con lo scopo di esporlo e "trainarlo" nella posizione corretta. Il dentista potrà decidere, quindi, se estrarre il dente da latte (molto spesso si tratta del canino) creando lo spazio sufficiente a quello incluso di emergere agevolando l’esposizione. Ciò che preme sottolineare è come tale intervento, che può essere praticato a qualsiasi età, risulti più efficace se effettuato precocemente.

Foto | John Dill

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