Disturbi di attenzione dei bambini: un vademecum per evitare le etichette

Ecco un vademecum sui disturbi dell'attenzione dei bambini per evitare troppe inutili etichette.

Deficit di attenzione senza iperattività

Etichettare i bambini che hanno difficoltà a leggere, a scrivere, a imparare i numeri o che sono iperattivi hanno difficoltà a prestare attenzione non è un bene. Soprattutto non è un bene etichettarli come bambini con disturbi, perché possono portarsi dietro questo trauma per tutta la vita. L'Associazione culturale Pensare Oltre sogna un nuovo modello di scuola che eviti le etichette.

Elisabetta Armiato, presidente dell'Associazione, spiega:

Dobbiamo dissipare la moda dei disturbi, oggi in Italia l'etichetta e diagnosi di un disturbo è statisticamente costantemente in crescita. La scuola deve tornare a essere luogo di apprendimento, di valida didattica. Sede dell'istruzione e non della medicalizzazione.

Ivano Spano, docente all'Università di Padova, Commissario dell'Istituto statale per sordi- Miur, aggiunge:

Dobbiamo arrivare alle radici dei problemi e allora ci accorgeremo che non sono nè genetici, nè neurologici ma il prodotto di una cultura che ha perso di vista i significati del mondo. E vanno riconquistati a partire dall'infanzia che con il disagio ce li trasmette, come mancanza.

Mentre la senatrice Josefa Idem conclude così:

Bisogna pensare alla creatività, considerare la complessa personalità di ciascuno,la naturalezza del crescere per non etichettare, non emarginare per una particolarità che non impedisce di essere geniali in altri ambiti.

Via | Ansa

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