Papà giustifica il figlio che non ha fatto i compiti estivi: ecco perché non ci piace

Un papà di Varese giustifica il figlio che non ha fatto i compiti estivi, ma non è un bel messaggio per i nostri bambini.

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Mattia è un bambino di Varese, che questa estate non ha fatto i compiti delle vacanze e il primo giorno di scuola ha presentato una lettera di giustificazione scritta dal padre. Non li ha fatti perché secondo i genitori i compiti estivi sono deleteri. Cosa ha fatto Mattia in questi mesi estivi? Ha imparato a vivere.

Qui sotto la lettera integrale del papà, che però sinceramente non mi è piaciuta. E vi spiego il perché:


  • Chiedere meno compiti estivi è sacrosanto, perché molti insegnanti esagerano. Ma non farglieli fare è una non corretta intromissione del genitore nel lavoro del docente.

  • Esonerandoli da fare i compiti, passiamo un messaggio pericoloso ai bambini: che le regole non esistono se non hanno voglia di fare una cosa.

  • Vivere un'estate intensa e fare allo stesso tempo i compiti è fattibile: siamo tutti cresciuti così e non siamo cresciuti poi così male.

  • Con questa giustificazione insegniamo ai nostri figli a trovare una scappatoia di fronte a un problema, piuttosto che affrontarlo (parlando con i docenti e spiegando le proprie ragioni).

  • Genitori e docenti dovrebbero essere alleati, non contrapposti, per il bene dei bambini:

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