I nuovi modelli educativi delle famiglie italiane e il ruolo del gioco nella crescita

Come sono cambiati i modelli educativi delle famiglie italiane?

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Come sono cambiati i modelli educativi delle famiglie italiane? Se lo sono chiesti nella ricerca "Liberi di giocare, Liberi di crescere", commissionata ad AstraRicerche da Globo Giocattoli, per capire chi educa i bambini oggi e qual è il ruolo del gioco nella crescita dei più piccoli di casa. La ricerca è stata condotta con 611 interviste online, su un campione rappresentativo di genitori, zii, nonni tra i 20 e i 65 anni, che si occupano di bambini fino ai 12 anni.

Nella famiglia italiana sono solo il 60% dei genitori, comprendendo anche il partner di uno dei due, a essere coinvolto nell'educazione dei figli. Il resto fa capo a tate, baby sitter, educatori (9%), nonni (7%) e zii (21%). Enrico Finzi, sociologo, spiega:

Non solo il modello di famiglia è cambiato, negli ultimi anni si sono evoluti anche gli approcci educativi.

Il metodo predominante oggi è quello affettuoso rappresentato dagli empatici allegri (42%) dove il gioco è considerato un modo per avvicinarsi al mondo in modo lieve, senza fatica e senza paura. A seguire ci sono i rispettosi attenti (41,2%), aperti, in ascolto, rispettosi della persona bimbo e pronti a dargli fiducia: qui il gioco è un modo per insegnare a stare al mondo. I severi efficientisti sono scesi al 16,4%: regole e ruoli sono importantissimi e il gioco è un duro lavoro.

La ricerca rivela anche che il gioco è una cosa seria ed è importante per la crescita dei bambini, per lo sviluppo intellettivo e motorio, per lo sviluppo della capacità creative e cognitive e per la socializzazione. Nasce una vera e propria cultura del gioco: i bambini devono giocare molte ore al giorno e non sono necessari giochi costosi o elaborati, ma oggetti semplici che stimolino la creatività, che siano vari, colorati, stimolanti, non imposti dagli adulti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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