Lotus Birth, troppo elevato il pericolo di infezione per i neonatologi

Il lotus birth è una procedura molto discussa e i pediatri italiani, attualmente, non sono d’accordo.

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Che cosa pensano i pediatri italiani del Lotus Birth, quella procedura che prevede la mancata recisione del cordone ombelicale con la conseguenza che la placenta e gli annessi fetali rimangono attaccati al neonato anche dopo il secondamento? Sono aumentate le richieste, ma i medici italiani sono contrari. Per quale motivo? Secondo la Società Italiana di Neonatologia (SIN) mancano oggi evidenze scientifiche che ne dimostrino il reale vantaggio per la mamma e per il neonato e il pericolo di infezioni che potrebbero mettere a rischio la salute e anche la vita del bambino non è infondato.

Alcuni importanti ospedali italiani, ai quali era stata fatta richiesta di effettuare la Lotus birth negli ultimi mesi, hanno ritenuto che questa procedura non può essere praticata perché non consente il rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti e perché il rischio infettivo è reale. Inoltre, la placenta non può essere portata al di fuori dall’ospedale in quanto rifiuto speciale che, come tale, va smaltito secondo la normativa vigente (Decreto Legge 152/2006; GSA igiene urbana N.3/2012; DPR 254, luglio 2003).

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