Dove partorire, come scegliere l'ospedale e i consigli per una scelta consapevole

Quali sono le cose importanti da valutare per scegliere l’ospedale in cui partorire: ecco i dettagli cui prestare attenzione.

Portrait of a beautiful young pregnant woman trying to breath to soothe the pain of her labor contractions in a hospital

Quando si scopre il test di gravidanza positivo il momento del parto sembra davvero molto lontano. Eppure decidere dove partorire e di conseguenza scegliere l’ospedale giusto è importantissimo, fin da subito, anche perché ci sono moltissime cose da valutare, tra cui le soglie di stabilità ministeriali. secondo il Pne 2017 (Programma nazionale esiti gestito dall'Agenas per conto del ministero della Salute), delle 461 strutture che eseguono parti, solo il 38% effettua almeno i 1.000 parti annui richiesti. Di quelli che raggiungono la quota minima stabilita, poi, solamente il 58% rispetta anche il valore di riferimento per la percentuale di tagli cesarei, che deve essere inferiore-uguale al 25%.

Questo è il quadro principale che una donna deve aver ben chiaro. Nel nostro Paese sono ancora numerosi i parti medicalizzati non per necessità ma per sicurezza. Ovviamente, negli ultimi anni ci sono stati dei miglioramenti: i tagli cesarei primari sono passati dal 29% del 2010 al 24,5% del 2016, il che si traduce in 58.500 donne a cui è stato evitato l'intervento. Come bisogna quindi scegliere l’ospedale? Risponde Luigi Frigerio, primario di ostetricia e ginecologia e direttore del Dipartimento materno-infantile pediatrico dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

"Se la gravidanza è fisiologica, ci si può affidare anche a strutture periferiche. Quando però emergono elementi di patologia a carico della donna o del nascituro, è importante puntare su centri di secondo livello che dispongono di tutte le strumentazioni necessarie per fronteggiare le emergenze”.

Bisogna poi valutare anche le seguenti questioni: la disponibilità dell'analgesia epidurale 24 ore su 24 (ci sono ospedali in cui non c’è sempre l’anestesista di turno o è a pagamento), 7 giorni su 7, della terapia intensiva neonatale, del servizio di rooming-in (cioè la possibilità di tenere il neonato in camera con sé h24) o della vasca per il parto in acqua. Potreste poi essere interessante a chiedere la raccolta del sangue del cordone ombelicale o ai bollini rosa. Fate attenzione a tutto e chiedete di poter visitare il reparto, prima del parto.

Via | Adnkronos
Foto | iStock

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