Latte di soia ai neonati: quali sono i rischi?

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Avete paura delle allergie o delle intolleranze al latte in formula? Non sostituitelo con quello di soia senza aver consultato il pediatra.

Allattare il bambino non è mai semplice, soprattutto all’inizio, sia che si scelga l’allattamento al seno o quello artificiali. Ci sono alcuni genitori che alla formula preferiscono quello di soia. Come mai? Sono genitori che decidono di allattare o che sono preoccupati che le formule possano creare allergie o intolleranze.

Secondo lo studio Infant Feeding and Early Development, patrocinato dai National Institutes of Health., pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism e condotto su oltre 300 bambini nati a Filadelfia tra il 2010 e il 2013, il latte di soia potrebbe causare alcune modifiche nell’apparato riproduttivo.

Come mai? La causa potrebbe essere la presenza di fitoestrogeni (ormoni vegetali) e, in modo particolare, di genisteina, una molecola che esercita una potente azione estrogenica di cui risentono i tessuti genitali e che nei modelli animali provoca anomalie nello sviluppo sessuale. Attenzione, sono solo ipotesi. Non è detto che questi ormoni causino realmente tutte queste modifiche, ma è bene valutare con cura le scelte alimentari.

La valutazione può essere fatta solo dal pediatra. Il consiglio dell’American Academy of Pediatrics è sempre lo stesso: preferite, quando possibile, l’allattamento al seno: il latte materno, nei primi sei mesi di vita, è il miglior alimento per il piccolo. Il latte di soia deve essere utilizzato solo in caso di rare malattie genetiche, come la galattosemia.

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