Turni per la maternità in Giappone: è il capo che decide quando si può avere un figlio

Per fare figli bisogna rispettare una lista di precedenza stilata dal proprio capo se si desidera mantenere il posto di lavoro in Giappone.

Mother and child relaxing and playing in park

Non essere libere di fare figli quando lo si desidera. Se già restare incinta non è per tutte le cosa più facile e naturale del mondo, in Giappone le donne devono chiedere “la benedizione” al loro datore di lavoro. Proprio così! Prima il diritto di procreare è per le dipendenti più anziane e poi per le più giovani.

La notizia è stata ripresa dal quotidiano Mainichi, perché un lettore ha raccontato la sua ansia per la moglie, rimasta incinta senza rispettare l’ordine stabilito dal capo dell’asilo nido nel quale lavora. Ovviamente, pur di non perdere l’impiego, la coppia si è scusata: non avevano pianificato la gravidanza. Scuse accettate? No. La donna è stata accusata di egoismo, per non aver dato la precedenza alle colleghe anziane, e insubordinazione per non aver rispettato gli ordini.

Questo però non è un caso isolato. Una ragazza di 26 anni, impiegata in una compagnia di cosmetici, ha raccontato di dover attendere i 35 anni per realizzare il suo sogno di maternità. Attenzione, questa lista di precedenza non è definita per legge, anzi è illegale, esattamente come le dimissioni in bianco al momento dell’assunzione per le donne che restano incinte in Italia. Il problema è che pur di lavorare ci sono ragazze costrette ad accettare.

In Giappone le donne sul lavoro hanno davvero vita dura: devono sopportare turni massacranti di lavoro, gli asili sono pochi e i salari sono bassi. Nella classifica del Global Gender Gap pubblicata dal Work Economic Forum il Giappone scende ogni anno più in basso: l’anno scorso si è posizionato tra Guinea e l’Etiopia.

Via | Corriere

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