Elena Santarelli parla della malattia del figlio: speranza, ricerca e critiche sui social

Elena Santarelli parla a cuore aperto della malattia che ha colpito suo figlio con un pensiero alla ricerca e agli altri pazienti oncologici.

Elena Santarelli parla per la prima volta della malattia del figlio

Elena Santarelli e Bernardo Corradi si trovano su una strada molto difficile, lo scorso 30 novembre al loro figlio Giacomo (9 anni il 22 luglio) è stato diagnosticato un tumore cerebrale. Negli ultimi mesi la Santarelli ha parlato un po’ di quello che sta attraversando la sua famiglia, che la situazione fosse grave lo si è intuito da subito, ma è stato solo qualche giorno fa che la malattia ha avuto un nome. Elena Santarelli è stata criticata sui social per le foto che postava, per quello che scriveva e per cose davvero assurde, ma ha ricevuto anche molto supporto, tante testimonianze e affetto, tantissimo tifo e amore per il suo Giacomo. Oggi è stata pubblicata un’intervista che Elena Santarelli ha rilasciato al Corriere della sera dove ha raccontato a cuore aperto quello che le sta succedendo, come ha reagito e a che punto sono e ha anche chiarito anche perché ne parla pubblicamente.

Elena Santarelli ha reagito come farebbe ogni mamma, da un lato ha protetto la sua famiglia, dall’altro immergendosi nel dolore del reparto di oncologia pediatrico ha voluto usare la sua notorietà per fare di più e quindi ha ringraziato i medici, l’associazione per i tumori cerebrali e la ricerca, soprattutto nel periodo di Pasqua, grazie a lei sono aumentate le vendite delle uova di Pasqua benefiche per questo tipo di tumore. Lei sa bene di essere una privilegiata, di non avere problemi economici, ma si è resa conto che per tanti altri genitori tutto è più difficile perché alla tragedia della malattia si aggiungono i problemi logistici e ,l’accesso alle strutture private e agli esami più costosi. Ha visto genitori dormire in macchina per stare con i figli malati, trasferirsi, sono cose che ti cambiano e che, pur convivendo con il proprio dolore, ti spingono a voler fare di più, ad aiutare in tutti i modi possibili.

L’intervista è molto bella e ci aiuta a capire il dolore di una mamma, il dolore mascherato dietro una piega e un rossetto per non far preoccupare il figlio ancora di più, il bisogno di rendere la chemioterapia normale come i compiti, la forza e la speranza, ma anche il bisogno di ritrovare una parvenza di normalità.

Elena Santarelli racconta del 30 novembre, il giorno della diagnosi, della strada per la guarigione che ancora è molto lunga e della perdita dei capelli, uno scoglio difficile per tutti i pazienti.

“La cosa peggiore è che non ero presente alla risonanza. Ero stata operata all’anca e avevo stampelle e dolori, è andato solo Bernardo, ma non avevamo sospetti, era un esame fatto per precauzione. Quando mio marito è tornato a casa, gliel’ho letto in faccia. Sono andata in bagno e ho vomitato. Poi, mi sono messa a piangere in silenzio, per non farmi sentire da mio figlio. Giacomo mi ha chiesto di giocare alla Playstation e l’ho fatto. Ho passato la notte su Internet a cercare le parole del referto e a chiamare amici che conoscevano medici. Ho dovuto imparare a comportarmi come se niente fosse. I primi giorni, stavo come una scappata di casa e non è da me. I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto. Ma ho fatto bene. Quando gli do un calcio nel sedere, bonariamente, non mi dice “mamma, ho il tumore”. La malattia non l’ha cambiato molto, ha solo perso i capelli. Ma sono stanca di chi mi dice “tanto è maschio”. Io ragiono con la sua testa e so che ne soffre. Mi strapperei i miei capelli per darli a lui”.

Elena Santarelli

E aggiunge:

“Il momento più brutto è stato quando, di notte, con la torcia, andavo a raccogliere i capelli di Giacomo dal cuscino, per non farglieli trovare al mattino. Quei momenti erano una pugnalata. Metti al mondo un figlio e vuoi proteggerlo, ma non sai che puoi sentirti così tanto impotente”.

Elena Santarelli

A chi critica Elena Santarelli mi viene da dire che è assurdo giudicare in queste condizioni, che non si può sapere quello che c’è nel cuore e nella mente di un’altra persona, anche se è un personaggio pubblico. Sotto le foto delle vacanze e in quelle con la figlia piccola c’erano tante critiche, ma noi non sappiamo se Giacomo non era inquadrato per proteggerlo, o se le ore al mare erano solo un modo per dare un po’ di normalità alla figlia. Giudicare gli altri non va bene mai, ma in questi casi è crudele, bisognerebbe passarci per capire, ma di solito chi parla è perché non si immagina nemmeno cosa significhi vivere con il proprio figlio malato.

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