Bambino pretermine morto a Brescia: la SIN interviene per fare chiarezza

La SIN interviene per fare chiarezza sulla triste vicenda di Paolo, il bambino pretermine morto a Brescia.

Bambino pretermine

La SIN, la Società Italiana di Neonatologia, interviene in merito al doloroso caso del piccolo Paolo, il bambino nato pretermine deceduto presso la Terapia Intensiva Neonatale degli Spedali Civili di Brescia. In questi giorni si è parlato molto della vicenda e la SIN, vicina al dolore dei genitori del neonato (che al momento assistono il fratellino gemello, anche lui colpito dalla stessa infezione e tra i piccoli che sono ancora in cura presso l'ospedale), ha deciso di intervenire per dare informazioni adeguate e corrette in merito alla questione.

I neonati che nascono pretermine sono più fragili rispetto ai bambini che vengono al mondo allo scadere del tempo della gravidanza: nascono solitamente con un peso molto basso, talvolta inferiore al chilo. Si comprende quanto siano fragili e vulnerabili. Le epidemie nelle Terapie Intensive Neonatili sono eventi inellutabili: il personale tenta ovviamente in tutti i modi di ridurle al massimo, ma non si possono annullare.

La SIN ricorda che l'Italia è tra i primi paesi al mondo per bassa mortalità, ma quando si tratta di pazienti più fragili il rischio è più alto.

Tuteliamo il diritto alla salute, ma non creiamo false aspettative che possano innescare reazioni sbagliate e pericolose contro i medici, ed annullare il patrimonio di motivazione del personale sanitario.

Spiegano i medici della Società Italiana di Neonatologia, che aggiungono:

Essere indagati per omicidio colposo per la morte, ancorché dolorosa, di un neonato di questo peso che necessita cure intensive è una cosa difficilmente accettabile, anche se è un atto dovuto a garanzia degli interessati.

I genitori del piccolo, come ricordato dal loro avvocato, Chantal Frigerio, chiedono rispetto e riserbo per il loro grande dolore.

Foto iStock

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