Servizio mensa in Italia, 1 bambino su 2 non ha accesso al servizio

Save the Children denuncia la situazione del servizio mensa in Italia: 1 bambino su 2 non avrebbe accesso.

Servizio mensa in Italia

Come funziona il servizio mensa in Italia? Save the Children non ci dà dati incoraggianti, visto che ci svela che un bambino su due non ha accesso al servizio mensa per poter avere un pasto adeguato. La metà degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado non hanno accesso alla mensa scolastica e l'erogazione del servizio mostra disomogeneità nel paese.

Il nuovo rapporto "(Non) Tutti a Mensa 2018" dell'Organizzazione Internazionale che dal 1919 si occupa di difendere i bambini di tutto il mondo, in vista dell'inizio dell'anno scolastico 2018-2019, ci svela com'è la situazione nel nostro paese, sfruttando i dati della ricerca dell'associazione. Sono molte le scuole che non assicurano ai bambini e alle famiglie l'accesso alla mensa, che potrebbe rappresentare non solo un aiuto per l'inclusione e l'educazione alimentare, ma anche uno strumento per contrastare la povertà e la dispersione scolastica.

In Italia più di 1 milione e 200mila bambini e ragazzi, il 12,1% del totale (più di 1 su 10), vive in povertà assoluta e 2 milioni e 156mila in povertà relativa. Secondo Save the Children la mensa scolastica dovrebbe garantire a tutti i minori almeno un pasto proteico al giorno, così da aiutare soprattutto le famiglie in difficoltà.

Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia Europa, spiega:

In Italia la povertà assoluta è in continuo aumento. Tra le famiglie in povertà in 1 su 10 è presente almeno un figlio minore, mentre oltre 1 su 5 sono quelle con tre o più figli minori. Una mensa accessibile a tutti con un servizio di qualità e uno spazio adeguato, svolge un compito cruciale nella lotta alla povertà, oltre a garantire la possibilità di attivazione del tempo pieno, combattendo efficacemente la dispersione scolastica. Per questo, riconoscere il servizio di refezione scolastica come un servizio pubblico essenziale deve essere una priorità.

 

Foto iStock

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