Congedo di maternità: al lavoro fino al nono mese

Maternità in Italia

Il congedo di maternità cambia e le mamme potranno decidere di lavorare fino al nono mese di gravidanza, ovvero fino al parto, per astenersi dal lavoro cinque mesi a partire dalla nascita del bambino. È quanto prevede un emendamento della Lega dedicato alle politiche delle famiglia approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Il nuovo sistema, ribattezzato maternità “agile” viene proposto come alternativa all’attuale, che impone invece la sospensione dall’attività lavorativa nei due mesi prima del parto e nei 3 successivi o 1 mese prima e nei 4 successivi (maternità flessibile).

Si legge la seguente spiegazione:

“E’ riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro”.

Sul tema è intervenuta Beatrice Lorenzin, deputato ed ex ministro della Salute:

“Non vorrei che ora le donne siano costrette a lavorare a tutti i costi, ovvero pure nel caso in cui non se non se la sentano. A una prima lettura, sembrerebbe una buona iniziativa. Tuttavia mi restano dei timori. Quando si è discusso, in altre occasioni, sul tema sono sempre emerse due problematiche: in primis la preoccupazione che in alcuni luoghi di lavoro questo cambiamento potesse ritorcersi contro la donna, che si troverebbe a essere costretta a lavorare a tutti i costi, mettendo in pericolo la salute sua e del bambino, pur di mantenere il posto del lavoro. Dall'altro il fatto che sulla maternità ci sono aspetti assai complessi che non vanno sottovalutati, né fisicamente né psicologicamente”.

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