Alessandro Montresor sta bene dopo il trapianto di cellule staminali di midollo osseo donate dal padre

Dopo il trapianto di cellule staminali di midollo osseo donate dal padre, il piccolo Alessandro Montresor sta bene ed è pronto per essere dimesso dall’ospedale Bambino Gesù di Roma

Alessandro Montresor

Alessandro Montresor è un bimbo di 20 mesi che ha già vinto la battaglia più dura della sua breve vita, il piccolo ha superato il trapianto di cellule staminali di midollo osseo ed è pronto per essere dimesso dall’ospedale Bambino Gesù di Roma. Alessandro è affetto dalla linfoistiocitosi emofagocitica e per la sua sopravvivenza era necessario un trapianto di midollo, di solito si ricorre alla donazione tra fratelli o sorelle perché le possibilità di successo sono molto più elevate. Alessandro però è figlio unico e nonostante la solidarietà di moltissime persone, che si sono messe in fila per fare i test di compatibilità, non è stato trovato un donatore. Il tempo era poco e i medici hanno deciso che il padre poteva fare da donatore al figlio.

Il trapianto di cellule staminali di midollo osseo è stato effettuato a dicembre e a distanza di un mese tutto si è svolto per il meglio. Il bambino viveva a Londra con i genitori dove era sottoposto a una cura sperimentale che però di mese in mese tende a perdere di efficacia, e quindi era necessario agire e trovare una cura. La speranza degli expat, papà Paolo Montresor (veneto) e mamma Cristiana Console (napoletana) è arrivata dall’ospedale Bambino Gesù di Roma e in particolare dal dottor Franco Locatelli, il direttore del dipartimento di oncoematologia e medicina trasfusionale del Bambino Gesù.

La nota ufficiale dell’ospedale dice:

“Alessandro è in dimissione dall’Ospedale in buone condizioni di salute. Le cellule del padre, manipolate e infuse nel bambino, a distanza di 1 mese dal trapianto hanno perfettamente attecchito, ripopolando adeguatamente il sistema emopoietico e immunitario del paziente. Nell’arco delle 4 settimane successive al trapianto non si sono registrate complicanze, né sul piano infettivo, né sul piano del rigetto, il problema principale per situazioni di questo tipo. Alla luce di queste evidenze, il percorso trapiantologico può dirsi concluso positivamente”.

Franco Locatelli ha aggiunto:

“Nelle prossime settimane andrà monitorato accuratamente il completamento del processo di ricostituzione immunologica, così come il persistere di un attecchimento completo delle cellule paterne. I rischi ai quali i pazienti di questo tipo possono andare incontro dopo la dimissione sono principalmente legati allo sviluppo di complicanze infettive. Per questa ragione il bambino verrà strettamente controllato con periodiche visite presso il nostro reparto di DH; doverosamente premessa questa nota di cautela, non possiamo che essere, allo stato attuale, felici per l’evoluzione di questa vicenda così complessa”.

Franco Locatelli

Il bambino dovrà sottoporsi a controlli regolari per molto tempo, per valutare l’esito del trapianto, ma sta bene ed è un piccolo miracolo.

Foto | larena

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