Come spiegare il letargo ai bambini

Il letargo spiegato con parole semplici ai bambini: ecco perché ricci, scoiattoli & Co. dormono tutto l'inverno

Come spiegare il letargo ai bambini Ricordate quando, da bambini, avete appreso cosa fosse? Non ne siete rimasti affascinati? Allora, probabilmente non c’erano in circolazione video per spiegare il letargo ai bambini, magari lo avrete imparato a scuola, o attraverso un racconto con gli animali in letargo come protagonisti.

Ebbene, se è arrivato il momento di spiegarlo ai vostri figli, ecco cosa potreste raccontare loro.

Con l’arrivo della stagione invernale il freddo ci costringe a coprirci di più quando usciamo fuori e a rendere il tempo passato in casa, al calduccio sotto le coperte, decisamente più piacevole. Questo non succede solo a noi esseri umani: anche gli animali risentono del cambio delle temperature. Alcuni di essi per proteggersi dal freddo migrano in luoghi più caldi, dove passeranno l'intera stagione per poi tornare (pensiamo alle rondini). Altri, invece, vanno in letargo. Il letargo non è altro che un lungo sonno talmente profondo da durare diverse settimane durante le quali l’animale non ha neanche bisogno di mangiare per sopravvivere. E’ come se attivasse una sorta di risparmio energetico (sì, proprio come quello che impostiamo sullo smartphone quando la batteria inizia a scarseggiare). Tutto ciò è possibile grazie al fatto che le attività vitali (quali la respirazione ed il battito cardiaco, ad esempio) vengono ridotte al minimo indispensabile senza che vi siano ripercussioni sulla salute. La natura – dalla quale provengono altri esempi – basti pensare agli alberi che perdono le foglie senza per questo morire – è talmente affascinante!

Gli animali che vanno in letargo in autunno sono parecchi: tra questi ci sono il riccio (molto utilizzata alla scuola primaria è la sua storia), gli scoiattoli ed i criceti, i serpenti, le rane, le lucertole e… i ghiri (non a caso esiste il famoso detto!).

 

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