L’appello degli psicologi: “Non dimentichiamoci i bambini: hanno bisogno di uscire”

I bambini stanno affrontando la quarantena più dura: per loro c’è il divieto assoluto di uscire. Anche in piccoli, hanno bisogno di un po’ d’aria.

bambini al parco giochi

La quarantena è difficile per tutti, ma forse chi sta pagando il prezzo più alto sono i bambini. Per loro non ci sono passeggiate, non ci sono giochi all’aperto, non ci sono gli amichetti. Se sono fortunati, la casa ha un giardino, preziosa valvola di sfogo, altrimenti l’unico modo per guardare fuori sono la finestra o il balcone. Bambini e ragazzi sono costretti a stare 24 ore al giorno tra le mura di casa. Per questo motivo gli psicologi hanno scritto una lettera per fare appello al governo: i bambini hanno bisogno di uscire, ovviamente in sicurezza e periodi limitati.

A tal proposito, l’OMS, l’organizzazione Mondiale della Sanità in tempi di Coronavirus, ha consigliato almeno mezz’ora d’attività fisica al giorno per gli adulti e un’ora per i bambini, passeggiate e giri in bicicletta a distanza di sicurezza. Lo stesso dicono scienziati farmacologi come Silvio Garattini, e medici-biologi come il presidente del comitato scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale Ernesto Burgio.

E poi si concentrano sulle necessità reali:

Chiediamo a chi ci governa che ai bambini venga concessa una breve uscita al giorno, a piedi, di corsa, in bicicletta o sul monopattino, accompagnati da un genitore che garantisca il rispetto delle distanze di sicurezza, senza nessun assembramento o stazionamento in parchi-gioco o giardini. In questo modo non verrebbero a contatto con nessuno, se non con il genitore, ma potrebbero prendere un po’ di aria e sole e uscire per poco tempo da casa. A noi adulti viene chiesto senso di responsabilità per non accalcarci al supermercato o quando manteniamo le distanze mentre portiamo fuori il cane. Lo stesso senso di responsabilità verrebbe usato nel portare fuori i nostri figli a piedi o in bicicletta.

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