Come si rientrerà a scuola a settembre?

Come si rientrerà a scuola a settembre? Ipotesi, idee e soluzioni della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Come si rientrerà a scuola a settembre?

Come si rientrerà a scuola a settembre? Quali cambiamenti si dovranno apportare nelle aule? Al momento ci sono tante incertezze, l’unica cosa certa è che le scuole riapriranno ufficialmente il 14 settembre e che dall’inizio di settembre si faranno i corsi di recupero. Non ci sarà il plexiglass tra i banchi, ma ci saranno banchi singoli da posizionare a un metro di distanza l’uno dall’altro.

I banchi a due posti saranno sostituiti da quelli monoposto, più piccoli, facili da spostare e per evitare di sprecare spazio. Uno dei problemi più gravi è la gestione dello spazio, le aule sono troppo piccole e troppo poche per poter rispondere ai nuovi standard di sicurezza e quindi si dovranno recuperare edifici in disuso e aule inutilizzate, anche se è raro che ci siano.

Le classi dovranno essere più piccole e con un massimo di 15 studenti, ciò vuol dire che saranno necessari più insegnanti. I concorsi sono previsti per l’autunno, quindi l’anno inizierà senza queste nuove forze. Secondo i dati della Cisl pubblicati da Repubblica sono attualmente scoperte 85.150 cattedre, che sono veramente tante.

Anche nelle mense si dovrà trovare un modo per evitare il sovraffollamento e ci certo non si possono prevedere pranzi alle 11 o alle 15. Considerando che in molte regioni le mense erano già soggette a turnazione proprio per evitare la confusione, bisognerà capire come potersi organizzare. I problemi maggiori sono nelle grandi città dove il flusso di studenti è davvero preoccupante, città come Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna dovranno trovare delle alternative.

L’igiene sarà di fondamentale importanza, così come la necessità del rispetto reciproco, ad esempio in caso di raffreddore è previsto che i ragazzi e gli insegnanti debbano stare a casa per 3 giorni.

Sulla questione mascherine invece la decisione è stata rimandata a metà agosto, quando il comitato scientifico sulla base dei dati potrà dare delle indicazioni chiare.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, in un’intervista a Radio24, ha spiegato:

“I banchi singoli di nuova generazione fanno guadagnare metri e garantiscono innovazione della didattica. Credo che saranno la priorità di intervento per molti istituti. Su acquisto e distribuzione ci darà una mano il commissariato straordinario per l’emergenza. Ci sarà un’aula per tutti. Pulizia e igiene sono la priorità. Anche su questo ci sono le risorse necessarie. E servirà una campagna di informazione per studenti e famiglie. Anche solo lavare le mani non è un gesto scontato”.

Lucia Azzolina

via | vanityfair

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