Bambini asmatici e sport, quali sono i più adatti?

Quali sono le attività sportive indicate per i bambini che soffrono di asma? Ecco gli sport da preferire

Bambini asmatici e sport, quali sono i più adatti? I bambini asmatici possono fare sport? La risposta è sì, ovviamente con le dovute accortezze. Non tutte le attività sportive, infatti, sono indicate in quanto metterebbero in pericolo la salute dei piccoli. Lo sport fa parte integrante della crescita dei bambini, e per questo è giusto favorirlo: come afferma Paolo Biasci, presidente della Fimp,

«Fare sport per questi bambini e adolescenti non solo è possibile, ma è necessario al loro benessere psico-fisico. Noi pediatri di famiglia facciamo la nostra parte, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di intercettare la malattia prima possibile, con strumenti diagnostici essenziali come lo spirometro e le prove allergiche cutanee».

Bambini asmatici, quali sporti praticare?


Restando fermo il fatto che lo sport vada scelto in base alla gravità dell’asma, in linea generale vanno bene gli sport di squadra e quelli nei quali è previsto un impegno ed una intensità crescente.


  • Nuoto: specie se fatto in piscina, il cui ambiente caldo e umido diminuisce gli effetti dell'asma. Il nuoto favorisce la bronco-costrizione tipica tra i sintomi dell'asma.

  • Calcio: facendo una adeguata fase di riscaldamento, prolungandola laddove possibile e progredendo nello sforzo gradualmente il calcio - come molti altri giochi di squadra - può essere praticato dai bimbi che soffrono di asma.

  • Tennis: tra gli sport che, invece, richiedono un impegno fisico discontinuo e, per questo, risultano indicati per non provocare una crisi asmatica, c'è il tennis.

  • Pallavolo: gioco di squadra caratterizzato da sforzi intensi, è vero, ma brevi, la pallavolo provoca uno scarso aumento della ventilazione, e ciò la rende tra le attività più indicate per i soggetti asmatici.

  • Anche le arti marziali, il basket e la pallamano sono consentiti: l'importante è che l’asma sia ben trattata e che il bambino sia in grado di gestirla quanto più possibile. 


Photo | Pixabay

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