Cristina D'Avena celebra 30 anni di carriera con le canzoni più belle

Cristina D'Avena

Cristina D'Avena festeggia i suoi primi 30 anni di carriera con le sue canzoni più belle. La sua è stata una carriera davvero molto lunga e proficua, che ha accompagnato migliaia di bambini che sono cresciuti con le sue note e la sua bellissima voce, oltre che con i personaggi dei cartoni animati che ha cantato. E i loro figli oggi crescono ancora con quei brani che sono entrati di diritto nella storia.

La cantante bolognese ha inciso più di 700 canzoni e venduto qualcosa come sei milioni di dischi. Per celebrare questi 30 anni di carriera esprime un desiderio, quello di poter cantare una canzone d'amore con Jovanotti, ma anche con un nuovo album, il cofanetto "30 e poi", edito da RTI Sony, che contiene le sigle dei cartoni animati da lei cantate dagli anni Ottanta al 2000. A questo seguiranno altri album contenenti i suoi grandi successi.

Molti di voi ricorderanno la voce di Cristina D'Avena, prestata anche a delle audiostorie gettonatissime, per le canzoni di cartoni animati cult come Pollon, i Puffi, Georgie, Creamy, Mila e Shiro, Occhi di gatto, Candy Candy, Holly e Benjii, Sailor Moon e molte altre ancora.

Una bambina mai cresciuta, che da quando per la prima volta è apparsa allo Zecchino d'Oro ha continuato a cantare, con e per i bambini:

Ho la sindrome di Peter Pan. Il cartone animato è una dimensione senza età e il mio pubblico ne è un esempio. Vengono a vedermi migliaia di ragazzi dai 18 ai 40, le nonne, i bimbi. E poi esistono decine di gruppi rock che riarrangiano questi brani e fanno divertire il pubblico più indipendente.

Attualmente Cristina D'Avena è in tour con i Gem Boy, fino al prossimo 30 aprile, mentre è nei negozi di dischi con tutti i suoi brani più celebri, con le canzoni dei cartoni animati che hanno fatto la storia del piccolo schermo. Cartoni che non ci sono più, come sottolineato dalla stessa cantante bolognese, così come non ci sono più i bambini di una volta:

Sono svegli, usano cellulare e computer, e in una società così veloce serve stare al passo. Ma dobbiamo salvaguardare i nostri figli e le loro tappe. Quegli anni non tornano più

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Foto | Flickr

Via | Il Messaggero

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