Parchi giochi pubblici a pagamento contro i vandali a Bologna


Per giocare nei parchi pubblici si potrebbe pagare. Può sembrare un controsenso? In parte lo è, perché le aree verdi urbane di proprietà del comune dovrebbero essere aperte ai cittadini e accogliere tutti i bambini che desiderano divertirsi sullo scivolo o sull’altalena. Questa situazione potrebbe manifestarsi a Bologna. A dare una spiegazione è l’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini:

Sì, è vero, stiamo prendendo in considerazione l'idea di privatizzare alcuni dei giochi per bambini nei parchi pubblici, abbiamo già ricevuto alcune proposte da parte di imprenditori e, qualora andassero in porto, sarebbe previsto un ticket di 1 o 2 euro, dipende... E’ però assolutamente improprio parlare o solo ipotizzare una privatizzazione totale dei giochi per bambini.

Non tutte le zone quindi diventeranno private, ma una parte. Per quale motivo? Il Comune non riesce a sostenere la spesa di manutenzione. I soldi sono sempre pochi e purtroppo sono sempre più numerosi gli atti di vandalismo, che continuano a danneggiare le strutture pesando sui conti dell’amministrazione in modo davvero troppo pesante.

Bologna è famosa per i suoi parchi, che sono ben 128 e conta quasi 1.300 tra scivoli e piccole giostre. È sempre stato tutto gratis, ma ora è necessario fare qualcosa. Prima di tutto una mappa per individuare le aree frequentate, quelle che servono un maggior bacino di utenza e quelle più facilmente accessibili. La privatizzazione potrebbe non essere l’unica soluzione.

Si è pensato di affidare a gruppi di genitori la gestione dei giochi: niente spese per noi e la garanzia per i cittadini di strutture efficienti. O di puntare sugli sponsor: le aziende donano i giochi, li gestiscono e in cambio vengono pubblicizzate, come avviene per le rotonde.

Via | Corriere
Foto | Flickr

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