Come aiutare i bambini durante il divorzio, i consigli degli psicologi


Quando ci sono i bambini, il divorzio è ancora più complicato. Bisogna dividersi tutto, dalla casa ai mobili, cercando di giungere a compromessi che siano rispettosi del partner e dell’amore che si è condiviso. Purtroppo non sempre ci si riesce e a farne le spese sono proprio i piccoli. Per questo motivo l’ordine degli Psicologi del Lazio ha redatto le "Linee guida per l'ascolto del minore in separazioni e divorzi", per aiutare a gestire il trauma nel migliore dei modi.

Partiamo dal presupposto che durante una separazione con minore, il giudice deve prima di tutto assicurarsi che i genitori raggiungano un accordo per l’affidamento e il mantenimento. Sono le due condizioni base da cui partire e purtroppo non tutti i coniugi sono in grado trovare una soluzione e soprattutto rispettarla. Dare i soldi per il mantenimento del figlio all’ex può essere un problema, soprattutto se non si condivide la gestione economica. Risultato? Affido condiviso.

Questa norma stabilisce che il figlio abbia rapporti continuativi ed equilibrati con madre e padre e con i nuclei familiari. Come si risolve? Il bambino passa metà del tempo con mamma e metà con il papà. E’ tutto doppio: due case, due camere, due diverse gestioni del tempo e in alcuni casi anche parecchia confusione, per il bimbo.

Nei casi più gravi di conflitto tra ex, è fondamentale ascoltare il minore. Se il piccolo ha compiuto 12 anni, viene sentito dal giudice altrimenti da uno psicologo. Il colloquio deve rispettare delle regole: deve sapere che le sue opinioni saranno utilizzate per l’affidamento e non deve sentirsi pressato a scegliere tra mamma e papà. Il medico deve usare un linguaggio semplice e mettere il bimbo a suo agio.

Quali sono gli errori da evitare? Non bisogna minare la serenità del minore, minando la fiducia che ha nell’altro genitore, svalutandone l’autorità e soprattutto in caso di problemi di gestione, gli ex coniugi ne devono parlare solo tra di loro. Papà e mamma devono cercare di essere una squadra: si può non essere più moglie e marito, ma non si può smettere di condividere l’educazione di un figlio.

Poi ci sono le emozioni. La separazione porta dolore, incertezza e confusione anche nei bambini. C’è chi soffre di senso di colpa, chi di vergogna e chi di rabbia. Mostratevi sempre disponibili al dialogo e fate in modo che possa esternare il suo dolore, con qualsiasi mezzo lui voglia.

Via | Corriere
Foto | Flickr

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