La placenta fin dalle prime settimane ha il compito di filtrare e “scegliere” le sostanze che dalla madre devono arrivare al feto, come l’ossigeno, gli zuccheri, ma anche le proteine e i lipidi. Il piccolino, invece, che sta crescendo giorno dopo giorno, restituisce alla mamma le sostanze di scarto e l’anidrite carbonica. È davvero un organo fondamentale per lo sviluppo del bambino.

Questa sostanza può essere anteriore, posteriore, laterale a seconda di dove è avvenuto l’impianto dell’embrione. Attenzione, però, perché questo dettaglio al fine della buona riuscita della gravidanza non fa alcuna differenza e anche per il parto non ci sono problemi. Diventa invece pericolosa una diagnosi placenta bassa o previa. Nella maggior parte dei casi, questa condizione necessita del taglio cesareo, soprattutto se è localizzata in modo tale da tappare il collo dell’utero e quindi da impedire la nascita del bambino per via vaginale.

Per verificare che tutto sta andando nel migliore dei modi, che non ci sono complicazioni è la crescita fetale, attraverso ecografo e tabelle di accrescimento. Anche la placenta previa può avere diverse posizioni. Se è laterale, vuol dire che si trova in corrispondenza della parte superiore dell’utero, se è marginale è nei prassi del canale cervicale, ma non lo sormonta, se invece è parziale lo ricopre in parte.

Via | Gravidanzaonline; aou
Foto | publicdomainpictures.net

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