Da un po’ di anni a questa parte, al momento dell’iscrizione all’asilo o alla scuola materna nasce per molte mamme e molti papà l’ansia, all’idea di non riuscire ad fare entrare i propri figli nelle strutture statali o comunali. Fino a qualche tempo fa i posti insufficienti erano solo all’asilo, ma attualmente in molte città italiane il problema si presenta anche per quanto riguarda la scuola materna.

Le cause? Da una parte i comuni in dissesto, e dall’altra le maggiori domande per le materne statali e comunali, da parte di quelle famiglie, un tempo benestanti, che con la crisi si trovano a non poter iscrivere più i bimbi presso strutture private. Oltre all’aumento di presenze di figli degli immigrati.

Ma in quale città risulta più evidente il problema? A Pescara, la minor quantità di posti disponibili ha spinto un gruppo di nonni più attivi a fare da “controllori” nel giardino condominiale, a Napoli, dove mancano addirittura gessi e la carta igienica, a Roma dove un bambino su due rimarrà fuori. Milano ha dovuto organizzarsi per stabilire delle convenzioni con le scuole private mentre a Modena i genitori dei bimbi rimasti fuori si sono visti recapitare una lettera con l’elenco delle materne private che avevano posti disponibili, a cui fare riferimento.

Anche Firenze, tra le città più “virtuose” da questo punto di vista, quest’anno ha dovuto rigettare qualche richiesta. Come correre ai ripari e risolvere quella che può definirsi una vera e propria emergenza infanzia? Per le mamme italiane è sempre una dura lotta: per arrivare prima delle altre mamme e fare domanda di iscrizione, organizzandosi con Isee e escamotage, e contro i responsabili di enti e comuni che dovrebbero offrire servizi alle famiglie, ma che non ne vogliono proprio sapere.

Via | Blitzquotidiano

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