Mamma partorisce in arresto cardiaco, poi si riprende

Una donna ha dato alla luce la sua bambina alla 36esima settimana durante un arresto cardiaco. Ora sta bene, si è subito ripresa e si sta godendo la sua piccolina.




Ci sono storie di vita davvero incredibili e questa è una di quelle. Erica Nigrelli è un’insegnate di inglese, vive a Missouri City, nel Texas, e alla 36esima settimana di gestazione, purtroppo ha una complicazione seria, che mette a rischio la sua vita. La donna è affetta da cardiomiopatia ipertrofica, patologia del miocardio di carattere genetico.

Si stava godendo le ultime settimane di gestazione, quando si è ritrovata senza sensi. Chiamata l’ambulanza, le è stato praticata la rianimazione cardio-polmonare. I medici, inoltre, hanno deciso di praticarle il cesareo e di far nascere la bambina. Per farle l’anestesia, i dottori sono obbligati a sospendere la rianimazione. La piccola è nata quindi con un parto definito, per errore, post mortem.

Per fortuna Erica ha ripreso a vivere, nel vero senso della parola, subito dopo la nascita di Elayna. Questa storia, che ormai ha circa tre mesi, ha fatto il giro del mondo e la notizia è stata riportata dai media con il famoso errore. Detto ciò resta comunque molto curiosa e Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, ha provato a spiegare questo strano fenomeno:

In assenza di battito cardiaco non si può parlare tecnicamente di morte. Tanto è vero che in tutta la cardiochirurgia si opera a cuore fermo. L’organo vitale è il cervello non il cuore, e perché il cervello venga considerato morto occorrono venti minuti di completo arresto cardiaco. E’ importante ribadire che quella diagnosi divulgata con leggerezza dalla stampa è completamente sbagliata ed è assolutamente fuori luogo parlare di post-mortem.

Via | Corriere

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