Aborto negato a una giovane mamma malata di lupus in Salvador

Non in tutti i Paesi l’aborto è un diritto. Il Salvador, per esempio, è uno dei 7 stati dell’America Latina a proibire l’interruzione di gravidanza. Questa Legge sta mettendo a rischio la salute di una mamma molto malata.




Questa è la storia di Beatriz, una mamma di 22 anni, nuovamente incinta (26 settimane) e malata di Lupus, una malattia autoimmune che le sta divorando la vita, giorno dopo giorno. Beatriz avrebbe bisogno di abortire, perché proseguire la gravidanza potrebbe voler dire condannarla a morte. Bisogna considerare che questa donna non è sola, ha un bebè di 13 mesi da accudire. La risposta del suo Paese e di 5 giudici della Corte costituzionale è stata chiara: un secco no.

Sono dalla parte di questa giovane mamma, i medici dell’ospedale che l’ha in cura, il ministero della Salute, le associazioni per i diritti delle donne. Purtroppo però il sostegno delle persone che la amano, le mobilitazioni di piazza (guardate la foto in copertina, è stata scattata davanti all'ambasciata del Salvator in Messico) non servono a molto, perché la sentenza della Corte costituzionale (aspettata più di 7 settimane) ha dichiarato che non ci possono essere eccezioni, neanche in casi come questo, e che i diritti di una madre non possono avere la precedenza su quelli del bambino non ancora nato.

Ieri la ministra della Salute Isabel Rodriguez ha dato notizia che il governo ha autorizzato i medici a intervenire, qualora la vita della ragazza fosse in pericolo. È importante anche aggiungere un’altra informazione a questo caso, così drammatico. Il bambino che porta in grembo è malato: è encefalico, ovvero ha una malformazione che causa il mancato sviluppo del cervello. È destinato a morire al momento del parto o quasi. Non autorizzare quest’aborto terapeutico potrebbe voler dire perdere due vite e non una sola, sostengono i medici.

Via | Corriere

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