I condilomi acuminati in gravidanza, quali rischi per il feto?

I condilomi acuminati sono noti anche come creste di gallo e sono delle verruche che fioriscono nelle zone intime e possono dare dolore e fastidio. Sono il risultato di un’infezione da papilloma virus.




I condilomi acuminati sono una malattia venerea, perché la diffusione avviene soprattutto a seguito di un rapporto sessuale non protetto e sono causati dall’infezione del papilloma virus, virus molto noto perché responsabile anche di alcuni tumori estremamente aggressivi e pericolosi, come quello alla cervice. Si possono manifestare anche in gravidanza? La risposta è sì. Anzi, nei nove mesi di gestazione le difese immunitarie della donna sono particolarmente vulnerabili e la mamma deve stare molta attenta allo stile di vita.

Come difendersi dal papilloma virus? Oggi, per le bambine c’è un vaccino, da effettuarsi intorno ai 13 anni, prima di avere una vita sessuale attiva, che protegge dal virus, altrimenti è importante evitare rapporti a rischio, soprattutto con sconosciuti e non protetti (preservativo).

La maggior parte delle persone che entra in contatto con il papilloma virus non dà alcun tipo di sintomo. In questo caso, non c’è nulla da fare. Se invece dovessero formarsi i condilomi è bene rimuoverli prima del parto, perché il feto potrebbe entrarne in contatto durante la nascita. In alcuni casi se sono troppo grandi possono anche ostacolare il parto naturale e i medici possono decidere di intervenire con un cesareo. In linea di massima, non dovrebbero essere pericolosi per la salute del feto. Solo 1 neonato su 400 viene al mondo con condilomi a livello laringeo.

Foto | Flickr

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