L'infertilità secondaria maschile o femminile: come riconoscerla e quali sono le cure?

Avere già un bambino e desiderarne tanto un altro. La seconda gravidanza, per alcune donne, è ancora più sospirata, soprattutto quando si manifesta l’infertilità secondaria, che può essere sia maschile sia femminile.




Si parla d’infertilità secondaria maschile o femminile, quando la coppia non riesce a concepire il secondo bambino. Succede a molte coppie. Il desiderio di maternità si soddisfa subito, senza dover attendere troppo, con il primo figlio, ma poi il secondo proprio non vuole farsi vedere. Quali possono essere i problemi? Sicuramente l’età. Lasciar passare troppi anni non è un bene, perché se è vero che non ci sono problemi “meccanici” iniziali è anche vero che, lui e lei superati i 30, possono avere un crollo della fertilità e quindi delle possibilità di diventare genitori.

Poi ci sono altri problemi, più di carattere psicologico, come avere già dei figli da un primo matrimonio, avere problemi economici o magari essere preoccupati delle difficoltà avute durante il precedente parto. Tutto ciò contribuisce a ostacolare l’arrivo di un secondo bambino. Come si deve aggirare l’ostacolo, sempre ci possa? Prima di tutto non bisogna farlo diventare un caso di vita o di morte o si rischia di danneggiare anche la relazione.

La cosa migliore è verificare, con degli esami, che non siano subentrati dei problemi reali d’infertilità. Si può poi procedere con la stimolazione ovarica o con i trattamenti di fecondazione. Magari è sufficiente introdurre dei piccoli cambiamenti nella dieta o nello stile di vita. Sarà poi il medico a decidere quale terapia in base alla causa.

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