Esenzione per gravidanza a rischio, come funziona?

In che casi si ha il diritto di esenzione dal ticket in gravidanza? Come funziona l'esenzione per gravidanza a rischio?

Ci sono alcuni casi medici in cui per legge la futura mamma è particolarmente tutelata e ha diritto all'esenzione per gravidanza a rischio. Se è vero che tutte le donne in dolce attesa hanno diritto gratuito alle analisi di routine prestabilite dal Ministero della Salute, in certe situazioni anche gli esami fuori protocollo non devono essere a carico economico delle famiglie.

Rientrano in questi casi per esempio test come l'amniocentesi e la villocentesi, a pagamento se su richiesta e senza particolare condizione medica di rischio, e invece in esenzione per donne sopra i 35 anni o con risultati di analisi precedenti dai valori anomali e sospetti. Se poi siete in una condizione di gravidanza a rischio già certificata, potete richiedere più ecografie del normale protocollo ( tre ecografie presso l'ASL) e in particolar modo ecografie più specialistiche e mirate ad indagare la possibile patologia.

Per usufruire degli agevolamenti di una gravidanza considerata a rischio dovete fare richiesta tramite modulo apposito alla azienda ospedaliera statale della vostra zona, allegando i documenti di diagnosi e certificazione stilati dal vostro ginecologo di fiducia. Ecco alcune condizioni in cui la vostra gravidanza potrebbe rientrare nelle casistiche considerate a rischio:


    Presenza di un rischio procreativo prevedibile a priori: età materna avanzata, genitore portatore eterozigote di anomalie cromosomiche strutturali, genitori portatori di mutazioni geniche;

    Presenza di un rischio fetale resosi evidente nel corso della gestazione: malformazioni evidenziate dall'esame ecografico, malattie infettive insorte in gravidanza, positività dei test biochimici per anomalie cromosomiche, familiarità per patologie genetiche.

Mentre le indicazioni del Ministero per indagini citogenetiche per anomalie cromosomiche fetali sono:

    Età materna avanzata (uguale o maggiore a 35 anni)

    Genitori con precedente figlio affetto da patologia cromosomica


    Genitore portatore di riarrangiamento strutturale
    non associato a effetto fenotipico

    Genitore con aneuploidie dei cromosomi sessuali compatibili con la fertilità

    Anomalie malformative
    evidenziate ecograficamente

    Probabilità di 1/250 o maggiore che il feto sia affetto da Sindrome di Down
    (o alcune altre aneuploidie) sulla base dei parametri biochimici valutati su sangue materno o ecografici, attuati con specifici programmi regionali in centri individuati dalle singole Regioni e sottoposti a verifica continua della qualità.

Via | Asl

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