Durante la gravidanza sono moltissimi i test e gli screening che possiamo fare per capire se il feto sta crescendo correttamente o se ci sono delle possibili malformazioni o, ancora, se potrebbe essere soggetto a particolari patologie, come ad esempio la Sindrome di Down.

I test di screening per la trisomia 21 o Sindrome di Down sono molti: un tempo ci si basava sull’età della mamma, più era bassa minori erano i rischi, più era alta più erano numerosi i casi e quindi maggiori i rischi. Oggi ci sono test più precisi.

Ad esempio il triplo test permette di capire se qualcosa non va basandosi sul dosaggio di tre marker nel siero, l’alfa-fetoproteina, la gonadotropina corionica umana e l’estriolo. Il rischio di Sindrome di Down sale anche quando la mamma ha alti valori ematici di inibina A.

Ci sono altri test che possono essere fatti nel primo trimestre, come ad esempio il bi test e la translucenza nucale. Unitamente a questi abbiamo anche il dosaggio della proteina plasmatica A (PAPP-A) e della frazione libera della subunità β della hCG (free-βhCG).

Test invasivi ma molto precisi sono la villocentesi e l’amniocentesi, molto efficaci nell’individuare i casi, con un’accuratezza pari al 99%, ma che, vista la loro invasività, potrebbero causare aborto, con incidenza pari all’1 per cento.

Chiedete consiglio al vostro ginecologo che, in base all’età e alla vostra storia clinica e famigliare, saprà consigliarvi il test migliore da eseguire in gravidanza.

Via | Mypersonaltrainer

Foto | da Flickr di o-mer

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