I permessi per l'allattamento, a chi chiederli e come funzionano

L’allattamento è una delle fasi più delicate e spesso le mamme che rientrano al lavoro dopo il terzo mese hanno bisogno dei permessi per tornare a casa prima dal loro cucciolo e accudirlo nel migliore dei modi. Chi li può chiedere, a chi e come funzionano?


I permessi per l’allattamento sono un diretto della mamma lavoratrice dipendente durante il primo anno di vita del bambino o durante il primo anno di adozione. Possono essere chieste anche dal papà, se l’affidamento esclusivo o in alternativa alla mamma. Mettiamo che la mamma non possa assentarsi dall’ufficio, allora il padre ha diritto a un preciso numero di ore giornaliere.

Quanto dura questo permesso per allattare? La mamma si può assentare dal lavoro 2 ore al giorno, se l’orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore, mentre ha 1 ora di permesso se lavora meno di 6 ore al giorno. Per tutto il periodo dell’allattamento, lo stipendio è al 100 percento. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro ed è posta dallo stesso a conguaglio con i contributi dovuti all’Inps.

I permessi si raddoppiano in caso di gemelli, affidamento o adozioni di 2 o più bambini, anche se non sono fratelli. Inoltre, in queste situazioni anche il padre ha diritto a ore aggiuntive. Non hanno invece diritto ai permessi, le lavoratrici autonome, le colf, badanti e le lavoratrici a domicilio. I papà, invece, non possono farne richiesta durante l’astensione obbligatoria o facoltativa della mamma o se la madre è in un periodo di sospensione.

Via | Inps

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