I sintomi dell'ovaio policistico: le analisi da fare e le terapie

L’ovaio policistico è un disturbo molto diffuso, che può condizionare la vita delle donne e favorire l’infertilità. Ecco quali sono i sintomi e le cure.



Si sente spesso di parlare di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS oppure sindrome dell’ovaio micropolicistico) ed è un disturbo molto più comune di quanto non si creda. È caratterizzato dalla presenza piccolissime cisti (non asportabili) sulle ovaie (entrambe o una sola) che possono compromettere l’ovulazione e di conseguenza la fertilità della donna. I sintomi cambiano in base alla gravità della sindrome, ma possono essere caratterizzati da ciclo molto irregolare o assenza totale del ciclo, a causa della mancanza di ovulazione.

Le mestruazioni possono essere dolorose o essere più accentuata la sindrome premestruale, è facile che ci si sia un elevato livello di androgeni, che può causare purtroppo anche la presenza diffusa di peli. Come si può diagnosticare? Il primo esame da fare è un’ecografia interna, da cui è possibile vedere la presenza delle cisti sulle ovaie. Il ginecologo potrebbe anche prescrive degli esami ormonali per verificare i livelli.

Quali sono le terapie? La pillola è da sempre la cura numero uno, anche se non risolutiva. Permette di avere un ciclo regolare e soprattutto aiuta regolarizzare gli ormoni. Se però si desidera avere un figlio, ovviamente, non è adatta. Esistono dei nuovi integratori alimentari, a base di acido folico e inositolo, quindi vitamine del gruppo B, che sono davvero potenti nel regolarizzare l’ovulazione e migliorare la fertilità e soprattutto non danno gli effetti collaterali tipici della pillola anticoncezionale. Si consiglia poi di praticare un po’ di sport e di monitorare il proprio peso.

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