Si chiamava Brooke Greenberg ma era diventata suo malgrado celebre come la “bambina che non invecchiava mai“. Purtroppo, a dispetto dei suoi 4 anni apparenti e dei (soli) 20 reali, questa sfortunata giovane donna è morta nella sua casa (Maryland, USA), per cause ancora da chiarire.

La malattia di Brooke è rarissima, se ne stimano non più di 10 casi al giorno, e ha delle caratteristiche che la rendono assolutamente oscura anche per i medici che per tutti i 20 anni di vita della ragazza-bambina hanno provato a raccapezzarsi.

Non a caso la sua sindrome viene chiamata “X”, la lettera del mistero. Il blocco della crescita totale di Brooke comincia 4 anni, età a cui si ferma sia dal punto di vista fisico che mentale e psicologico. Ma nonostante la piccola fosse affetta da deficit endocrini gravi, il suo DNA apparentemente era integro, del tutto identico a quello delle sue tre sorelle cresciute perfettamente sane.

Brooke è sempre vissuta sul seggiolone o in braccio ai suoi genitori, non ha mai parlato e non ha mai perso i suoi dentini da latte. Perché? Probabilmente la sua morte, seppur avvenuta precocemente (ma non tardi secondo le aspettative di vita pronosticatele dai medici) aiuterà a svelare il mistero della sua malattia, perché sarà possibile effettuare studi più mirati sui cromosomi di Brooke, e magari scoprire qualcosa di utile sul meccanismo dell’invecchiamento umano.

Brooke era nata pretermine (come del resto tanti altri bimbi), pesando appena 1,8 kg, ma sana. Il suo sviluppo ha dunque subito un improvviso stop intorno ai 4 anni, e nessun ormone, nessuno stimolante della crescita, nessuna terapia sperimentale a cui la piccola è stata sottoposta negli anni si è rivelata utile. Brooke si è cristallizzata in una piccola crisalide mai sbocciata in farfalla. Forse solo la sua morte è ora in grado di sciogliere l’enigma della sua breve vita.

Foto| via Facebook

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