Bambini sedentari: a rischio anche la salute delle ossa

Salute delle ossa a rischio per i bambini sedentari: l’esperto ci spiega a quali pericoli vanno incontro i nostri bambini

Quello della sedentarietà è ormai un problema che riguarda in larga parte anche i bambini, e non più solamente gli adulti. A parlare dei rischi legati alla mancanza di attività fisica nei giovani e nei giovanissimi è stato il dottor Pasquale Guida, chirurgo ortopedico che, in occasione del ventitreesimo Congresso della Società italiana di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica (Sitop), ha spiegato che più i bambini sono sedentari, maggiori sono i problemi che riporteranno nel corso della vita.

Già pochi giorni fa l’esperto aveva spiegato che lockdown e chiusure, che si sono alternati nell’ultimo anno a causa del Covid, hanno portato adulti e bambini a trascorrere molto tempo in casa, perlopiù incollati agli schermi di smartphone, tablet e cellulari.

Tutto ciò sembra aver influenzato i riflessi dei bambini. I nostri figli sono diventati sempre meno agili, e quindi più propensi a farsi male anche durante delle cadute di poco conto.

Bambini sedentari e salute delle ossa: cosa succede se non si fa sport?

Ma che dire della salute delle ossa? La sedentarietà influenza anche questo aspetto della salute dei bambini? La risposta purtroppo è si. La mancanza di attività fisica causa un indebolimento e una maggiore demineralizzazione delle ossa, e lo spiega lo stesso Guida:

È stata rilevata una correlazione diretta tra movimento e mineralizzazione delle ossa, per cui la sedentarietà provoca demineralizzazione e indebolimento della massa ossea, cioè diminuzione dei mattoncini che compongono le ossa.

A questo si aggiunge il fatto che durante i lunghi periodi di inattività i bambini mangiano spesso cibi poco sani e molto calorici, raggiungendo così pericolosi stati di sovrappeso e obesità, che a sua volta provocheranno non tanto un incremento del numero delle fratture, ma certamente un peggioramento della loro gravità e complessità.

Nel caso dei giovani pazienti il trauma diventa ancora più pericoloso perché parliamo di soggetti che hanno una lunga aspettativa di vita.

Prendere atto di questa situazione è senz’altro il primo passo per riuscire a fronteggiarla e arginarne i potenziali effetti nocivi per la salute delle generazioni future.

via | Ansa
Foto di Mirko Sajkov da Pixabay