Le poesie di Carnevale per la scuola primaria

Una raccolta delle più belle poesie di Carnevale per la scuola primaria, bravi facili e abbastanza corti da imparare a memoria

Pronti per Carnevale? Vediamo insieme una raccolta delle più belle poesie di Carnevale per la scuola primaria. Testi semplici e brevi, molto divertenti, che i più piccoli possono imparare a memoria.

Il Carnevale 2021 sarà all’insegna delle restrizioni, ormai lo sappiamo. Dato che i bimbi vanno a scuola c’è sempre la possibilità di imparare le poesie e recitarle insieme. In questo modo, i bambini, potranno ripeterle a casa e fare una sorpresa ai genitori.

Poesie di Carnevale per la scuola primaria

poesie di Carnevale per la scuola primaria

Carnevale è una festa briosa e allegra e si può festeggiare a casa, con i propri familiari. Si possono tirare i coriandoli e le stelle filanti dal balcone e festeggiare in modo più sobrio e sicuro. Per fortuna nessuno ci vieta di cucinare e di abbinare le poesie a tanti piatti sfiziosi ed extra golosi.

Il vestito dell’amicizia

Arlecchino, poverino
non aveva vestitino.
Ogni bimbo gli ha portato
un pezzetto colorato
e la mamma gli ha cucito
un bellissimo vestito.

È di tanti bei colori
come tanti sono i cuori
che han donato la letizia
con un gesto d’amicizia.

Carnevale

Carnevale balla e canta
fa sorrisi a tutti quanti:
scarpe vecchie e grossi guanti…
Tutti allieta, tutti incanta.
Va girando tutto il mondo
per donare l’allegria;
Carneval bello e giocondo
il dolor vuol cacciar via.
(G. Mazzeo)

Viva i coriandoli di Carnevale

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell’allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perchè i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l’assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.
(Gianni Rodari)

Maschera

Cos’è quell’altra faccia
che metti a Carnevale,
con nasone e boccaccia,
o anche di animale?
Cos’è quell’altro viso,
che metti quando vuoi,
la Fata Fiordaliso
o l’Orco Sbranabuoi?
Cos’è quell’altro volto
che metti per giocare
ma se lo tieni molto
ti viene da sudare?
(Roberto Piumini)

Carnevale

Pulcinella, per strafare,
da un pittore macchiaiolo
un ritratto si fa fare.
Quello, forse, chi lo sa,
perché vuole dimostrare
la sua grande abilità,
dappertutto schizza e insozza
con i mille e più colori
di una vecchia tavolozza.
Pulcinella è disperato
perché il candido vestito
da ogni parte si è macchiato.
Poi ci pensa, fa un inchino:
“Che invenzione! Per quest’anno
mi travesto da Arlecchino”.
(M.H.Giraldo)

Il gioco dei sé

Se comandasse Arlecchino
sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un ruggito di sole.
Se Gianduia diventasse
ministro dello Stato
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa.
(G.Rodari)

Gli indiani cu-cu

Conosci la tribù
degli indiani Cu-Cu?
C’è l’indiano Cuore
che raccoglie le more.
C’è l’indiano Cuoco
che accende il fuoco.
C’è Cuoio un indianone
che fa lo stregone.
C’è Scuola l’indiana
che fila e tesse la lana.
Conosci la tribù
degli indiani Cu-Cu?
Se li scrivi con la Q
ride tutta la tribù.
(G.Rodari)

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