Cambiano le regole con l’ultimo Dpcm per accedere ai parchi e all’area giochi. Secondo l’allegato A del decreto “bambini e adolescenti di età da 0 a 17 anni” devono essere accompagnati da un adulto che vigili su di lui.

Se questo già ti sembra una forte limitazione, in realtà non è tutto. Gli accompagnatori devono non solo controllare il bambino o il ragazzo, ma fare in modo che siano rispettate le prescrizioni sul distanziamento fisico e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione.

Diritto alla socialità e al gioco

Le norme previste mirano a bilanciare “il diritto alla socialità, al gioco e in generale all’educazione dei bambini e degli adolescenti” con la “necessità di garantire” la tutela della salute. Il governo sottolinea come servano “indicazioni chiare circa i necessari protocolli operativi da adottare durante le attività, sia sui minori, che per garantire appropriate condizioni igieniche ai locali e ai diversi materiali impiegati”.

Two boys on slide

Sono consentite attività in piccoli gruppo in caso di ragazzini più grandi, evitando però il contatto tra gruppi diversi. Infine, ci deve essere molta attenzione agli aspetti igienici e di pulizia. Il Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), ha commentato:

“Credo che la scelta di accompagnare i minori sotto i 14 anni sia utile per verificare il non assembramento, il distanziamento e l’uso della mascherina. E’ chiaro che se un ragazzo va al parco pubblico con gli amici dopo un po’ faranno probabilmente assembramento. Diverso è andare accompagnati da un adulto che, chiaramente, può vigilarli”.

Non è facile per gli adolescenti o i bambini sotto i 14 anni non essere mai liberi di frequentare i propri amici lontano da un “vigile” di famiglia. E’ un piccolo sforzo, importante per la salute, che ci può garantire di uscire presto da questa brutta pandemia. E poi è anche un modo per evitare il tampone.

Foto di Pashminu Mansukhani da Pixabay

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