Salute e benessere

Togliere le lentiggini? Cosa sapere su laser, peeling e crioterapia prima di decidere

Togliere le lentiggini? Cosa sapere su laser, peeling e crioterapia prima di decidereTogliere le lentiggini? Cosa sapere su laser, peeling e crioterapia prima di decidere

Prima di pensare a un trattamento, c’è un punto da chiarire subito: le lentiggini, nella maggior parte dei casi, non sono un problema di salute. Quando spuntano sul viso o sulle spalle, la prima reazione spesso è chiedersi come toglierle, soprattutto se a notarle sono i genitori sulla pelle dei figli. Ma prima di parlare di laser, peeling o crioterapia, la domanda vera è un’altra: serve davvero intervenire? Quasi sempre no, almeno dal punto di vista medico. E allora la scelta cambia faccia: non è una necessità clinica, ma una decisione estetica, personale, da prendere senza fretta e senza l’idea che ogni segno della pelle vada per forza cancellato.

Lentiggini, prima di tutto: non è una questione di salute

Le lentiggini sono macule pigmentate benigne dovute a un aumento della melanina prodotta dai melanociti, le cellule coinvolte anche nell’abbronzatura e nei nei. Tradotto: non sono una malattia. Nell’articolo pubblicato da Uppa il 13 novembre 2025, la pediatra Claudia Sciarrotta lo ricorda con chiarezza: quando si parla di rimozione, si parla quasi sempre di una scelta estetica, non sanitaria. Ed è una differenza che pesa. Un conto è intervenire su una lesione sospetta, un altro è voler attenuare un tratto della pelle che può non piacere ma non rappresenta un pericolo.

Attenzione anche a non confondere le lentiggini con le efelidi: queste compaiono nelle zone esposte al sole, si accentuano con la luce e tendono a schiarirsi quando l’esposizione cala. Le lentiggini solari, invece, possono restare. Non sono pericolose di per sé, ma se compaiono come segno di fotodanneggiamento raccontano qualcosa della storia della pelle e del sole preso negli anni. Il punto, quindi, non è dire “le macchie vanno tolte”, ma capire che cosa indicano e se l’obiettivo è realistico oppure no.

Laser, crioterapia e peeling: cosa fanno davvero e cosa no

I trattamenti più usati per attenuare o rimuovere le lentiggini sono tre: laser o luce pulsata intensa, crioterapia e peeling chimico.

Il laser agisce sul pigmento in eccesso e riduce i melanociti iperpigmentati. In genere è il trattamento che dà il risultato più evidente, ma non funziona come una gomma passata sulla pelle: spesso servono più sedute e la risposta cambia in base al fototipo, alla profondità della pigmentazione e anche a quanto sole si prende dopo.

Laser lentiggini

Lentiggini, il laser e altre soluzioni per eliminarle (Bebeblog.it)

La crioterapia, invece, usa azoto liquido per congelare la zona da trattare. È una tecnica più diretta, ma va fatta con precisione, perché il rischio di ipopigmentazioni o piccole cicatrici, soprattutto sulle pelli più delicate o più scure, non va sottovalutato.

Il peeling chimico, spesso con sostanze esfolianti come l’acido retinoico, lavora sugli strati più superficiali della pelle e può rendere le macchie meno visibili. Di solito, però, non cambia il volto in modo radicale. È facile pensarlo come un trattamento semplice, quasi cosmetico, ma resta una procedura medica o medico-estetica che richiede indicazioni corrette, tempi giusti, protezione solare rigorosa e aspettative realistiche. Il nodo vero arriva dopo: se la pelle trattata torna al sole senza attenzione, può ripigmentarsi. In altre parole, il trattamento può anche funzionare, ma il risultato non è mai davvero definitivo se non si corregge anche ciò che ha favorito il problema.

Per orientarsi in modo serio restano utili le fonti specialistiche, come UpToDate (“Benign pigmented skin lesions other than melanocytic nevi”, Schaffer, Bolognia, Hunt, aggiornamento settembre 2025), insieme alle indicazioni delle società dermatologiche sulla fotoprotezione, come quelle dell’American Academy of Dermatology.

Bambini e adolescenti: i limiti ci sono e vanno rispettati

Quando si parla di minori, il margine per intervenire si riduce parecchio. Secondo quanto riportato da Uppa, la crioterapia può essere presa in considerazione solo dopo i 6 anni, l’acido retinoico dopo i 12 anni, mentre il laser dopo i 18 anni, sempre se eseguito da mani esperte. Non è prudenza di facciata: la pelle dei bambini e dei ragazzi reagisce in modo diverso, ed è più esposta a irritazioni, alterazioni del pigmento ed effetti poco prevedibili.

Per questo, in età pediatrica, la prima domanda non dovrebbe essere estetica ma diagnostica. Se una macchia cambia forma o colore, cresce in fretta o sanguina, il tema non è più “togliere una lentiggine”, ma farla valutare dal pediatra e, se serve, dal dermatologo, con visita clinica e dermatoscopia. Nella grande maggioranza dei casi non c’è nulla di preoccupante, ma proprio per questo conviene stare lontani dal fai da te, dalle creme schiarenti usate a caso o dalle promesse trovate online.

Nei più piccoli, più che togliere, si osserva e si protegge. Anche perché molte richieste nascono da un disagio momentaneo: un’estate al sole, una foto venuta male, una battuta sentita a scuola. Intervenire subito, quando non ce n’è bisogno, rischia di far passare un messaggio sbagliato: che ogni segno visibile vada corretto. E questo può pesare più di qualche puntino sul naso.

Proteggere la pelle senza inseguire la perfezione

L’alternativa vera non è tra “fare qualcosa” e “non fare niente”. È tra inseguire la cancellazione di ogni segno e prendersi cura della pelle con buon senso. Le lentiggini, soprattutto quelle legate al sole, chiedono prima di tutto fotoprotezione: evitare le ore centrali della giornata, usare cappello e occhiali, cercare l’ombra, mettere una protezione solare SPF 30 o superiore e riapplicarla con costanza. È una routine meno vistosa di un trattamento in ambulatorio, ma spesso è quella che conta davvero nel tempo.

Aiuta anche il quadro generale: idratazione, alimentazione varia, frutta e verdura ricche di antiossidanti, controlli periodici dal pediatra se si tratta di bambini con molte macchie o con familiarità per melanoma. Poi c’è il punto più delicato, che in fondo orienta tutto: non ogni caratteristica della pelle è un difetto.

Le lentiggini possono essere vissute male, certo, e il disagio estetico non va liquidato con leggerezza. Ma c’è differenza tra una scelta libera e una rincorsa continua a un’immagine perfetta e levigata. A volte la decisione più matura non è fissare il prossimo trattamento, ma smettere di guardarsi allo specchio come se il viso fosse una superficie da uniformare a tutti i costi. Anche questo, nel suo piccolo, è benessere.

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