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Festa della Mamma in Italia, la doppia nascita tra Bordighera e Assisi

Festa della Mamma bordighera assisiFesta della Mamma in Italia - Bebeblog.it

La Festa della Mamma, che cadrà quest’anno il 10 maggio, al giorno d’oggi è una ricorrenza fatta di tavoli pieni, mazzi di fiori e messaggi che scorrono veloci nelle chat di famiglia.

Ma la sua origine in Italia è meno lineare di quanto sembri: passa da Bordighera e da Assisi, tra l’iniziativa civile del sindaco-senatore Raul Zaccari e quella religiosa di Don Otello Migliosi, in un Paese che stava cambiando volto.

Al di là dei regali, resta un dato semplice: questa giornata ha preso davvero piede quando è entrata nel calendario affettivo degli italiani, ben oltre la dimensione commerciale.

Raul Zaccari e Don Otello Migliosi: i due nomi all’origine della ricorrenza italiana

La nascita della Festa della Mamma nel nostro Paese viene ricondotta a due momenti distinti. Il primo porta a Bordighera, in Liguria, dove nel 1956 il sindaco e senatore Raul Zaccari promosse una celebrazione dedicata alle madri.

Un’iniziativa laica, pensata anche come occasione pubblica e collettiva, nel clima dell’Italia del dopoguerra che cercava nuovi riti condivisi. Il secondo passaggio arriva l’anno dopo, nel 1957, a Tordibetto di Assisi, quando Don Otello Migliosi organizzò una festa in parrocchia per dare valore alla figura materna sul piano familiare e spirituale.

Riletti oggi, i due episodi non si escludono. Anzi, spiegano bene la doppia nascita della ricorrenza italiana: da una parte il profilo istituzionale, dall’altra quello popolare e religioso.

È da lì che la festa cominciò davvero a prendere forma, con modalità diverse ma riconoscibili, fino a diventare un appuntamento fisso. Un’origine in parte sdoppiata, certo. Ma proprio per questo profondamente italiana.

Come la seconda domenica di maggio è entrata nel calendario affettivo delle famiglie italiane

Con il passare degli anni, la seconda domenica di maggio si è affermata come data stabile della Festa della Mamma in Italia, seguendo un modello diffuso anche in altri Paesi, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia alla Germania.

La sua forza, più che nelle regole, si è vista nelle abitudini: il pranzo prenotato con anticipo, i bambini che preparano un disegno a scuola, il mazzo di fiori comprato di corsa il sabato sera. Non esiste una formula unica, ma un insieme di gesti che si ripetono e tengono viva la memoria di casa.

Oggi il significato della giornata si è allargato: insieme agli auguri trovano spazio temi come il lavoro di cura, il carico mentale e la richiesta di un riconoscimento meno simbolico e più concreto del ruolo delle madri.

Resta anche un avvertimento, quasi amaro, che arriva dalla storia moderna della festa negli Stati Uniti con Anna Jarvis, la stessa che in seguito criticò la sua trasformazione in evento commerciale.

Per questo, accanto ai regali, prende piede l’idea di una celebrazione più sobria: un pranzo cucinato in casa, una visita, un biglietto scritto a mano.

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