Svezzamento, quando interrompere l’allattamento al seno?

Quando il cibo solido deve sostituire il latte materno e di conseguenza quando bisogna interrompere l’allattamento?

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Svezzamento significa interrompere l’allattamento al seno? Assolutamente no. Il divezzamento, che dovrebbe avere inizio intorno al sesto mese, è il passaggio da un’alimentazione liquida (ovvero a base di latte) a una semi-solida, poi solida. Il Ministero della Salute consiglia in questa fase della crescita di integrare il latte materno con l’aggiunta di altri alimenti, per garantire il corretto apporto di energia e di importanti nutrienti come zinco, ferro e vitamine.

Ciò non vuol dire interrompere l’allattamento al seno, anzi la mamma che allatta ha dei vantaggi in più. È dimostrato che l’allattamento protegge il bambino da infezioni intestinali e altre malattie ben più gravi e ha un effetto positivo sullo sviluppo. Inoltre, non tutti i bambini sono felici di affrontare questo passaggio: ci sono bimbi che a 5 mesi non vedono l’ora di provare qualcosa di nuovo e bimbi che a 7 mesi continuano a rifiutare qualsiasi pappa.

L’allattamento al seno è quindi un ottimo modo per non far mancare i nutrienti ai proprio bambino e ovviamente rendere più dolce il divezzamento. Ricordiamo che il bimbo non deve essere forzato, il cibo va sempre offerto. Il Ministero ricorda, inoltre, che per molte donne la ripresa dell’attività lavorativa rappresenta un ostacolo all’allattamento e la causa della sua interruzione. Pertanto è opportuno organizzare nei luoghi di lavoro asili-nido con spazi adeguati da destinare a tale pratica per prolungarne la durata.

È molto importante incoraggiare e sostenere le mamme a continuare ad allattare durante il divezzamento e comunque fino a quando lo desiderano, anche dopo il primo anno di vita del bambino.

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